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La Francia rimane il primo esportatore di energia dell'Europa occidentale, con ben 44TWh. A rivelarlo è una nota di RTE (Réseau de transport d'électricité), proprietario e gestore della rete di trasmissione nazionale in Francia. Resta confermato, quindi, anche se con un calo del 21%, il primato ottenuto già nel 2011, spinto anche dal forte calo della richiesta interna dovuto sia a fattori economici che a temperature più calde.

Questo nonostante si sia registrato, per la prima volta, un leggero ma significativo calo della produzione nucleare del 3,8%. In Francia, grazie a 58 reattori di proprietà di EDF, l'energia prodotta dall'atomo è stata pari a 404,9 TWh, mentre nel 2011 era stata di 421,1 TWh. EDF ha attribuito questo la flessione all'eccezionale clima mite e alla chiusura di alcuni impianti per manutenzione. Nel frattempo, le ottime condizioni di vento e sole hanno favorito gli impianti da fonti rinnovabili.

A essere fermati sono stati due reattori sono stati fermati, quello della centrale nucleare di Blayais, stoppato il 21 dicembre, e il reattore della centrale nucleare di Penly, spento il 24 dicembre. Resta da sottolineare, quindi, che, nonostante si tratti del mese di Dicembre, il più grande calo della produzione nucleare, rispetto al 2011, si è verificato nel corso del terzo trimestre, con 6 punti percentuali in meno registrati tra luglio e settembre.

Il deficit nucleare è stato sopperito grazie a una maggiore produzione degli impianti idroelettrici, che forniscono circa il 10% della potenza della nazione. Intanto, però, il calo della produzione di energia nucleare potrebbe avere un impatto sul margine lordo del gruppo, che sarà pubblicato a metà febbraio, mentre prosegue la strada del presidente socialista Francois Hollande verso un minor protagonismo dell'energia dell'atomo nel mix energetico del Paese, tra le continue critiche sull'inadeguatezza delle misure energetiche rispetto al crescente consumo.

Roberta Ragni

GreenBiz.it

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