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biologico trend europaQuale direzione per il biologico in Europa? La Commissione Europea ha pubblicato i dati più recenti in proposito all'interno del suo ultimo rapporto "Facts and Figures on Organic Agriculture in the European Union". I dati forniscono una visione complessiva del biologico UE e vedono come ultimo anno di riferimento il 2011.

Ne emrge che il biologico negli ultimi anni ha resistito alla crisi, che non ha influito negativamente sulla crescita della domanda di prodotti provenienti da agricoltura sostenibile. Così ha continuato il proprio sviluppo. La superficie agricola coltivata secondo metodi biologici è passata nell'Unione Europea da 5,7 milioni di ettari nel 2002 a 9,6 milioni di ettari nel 2011. Durante l'ultimo decennio, si è registrato un incremento di 500 mila ettari per anno.

La superficie dedicata al biologico il 5,4% del totale delle aree coltivate in Europa, che coinvolgono il lavoro di oltre 186 mila aziende agricole. La maggior parte delle coltivazioni e delle aziende del settore risultano situate negli Stati che sono entrati a fare parte dell'Unione Europea entro il 2004 (EU-15). Gli Stati ammessi nell'Unione dopo il 2004 (Eu-N12) sono comunque coinvolti nell'espansione e hanno registrato una crescita annuale del 13% dal 2002 al 2011.

Per quando riguarda le aziende agricole biologiche, esse tendono a risultare di maggiore estensione rispetto alle realtà convenzionali. I loro manager tendono ad essere più giovani della media. La gestione appartiene ancora per lo più agli uomini, ma le donne si stanno facendo strada nel settore, innovandolo.

Nel solo 2011, nell'area EU-27, sono stati conteggiati 270 mila operatori registrati, tra produttori, trasformatori e importatori di prodotti bio. La maggior parte di essi, circa 235 mila, è rappresentata da produttori agricoli. Nell'area EU-N12 il numero dei produttori è cresciuto da 11600 a 50 mila unità dal 2002 al 2011, anche grazie ai finanziamenti predisposti dall'Unione Europea.

Per quanto riguarda le tipologie delle coltivazioni, la coltivazione a pascolo detiene il primato dell'estensione maggiore in Europa (45%), seguita dai cereali (15%) e da colture permanenti (13%). Per quanto concerne l'allevamento, le tipologie più importanti sono rappresentate dagli ovini (46%) e dai bovini (30%). I dati presentati all'interno del rapporto europeo includono nelle aree dedicate al biologico sia le aziende agricole certificate che le realtà che si trovano in corso di conversione.

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Sempre nel 2011, gli Stati europei con le più ampie aree dedicate al biologico, in termini assoluti, sono Spagna (1,8 milioni di ettari), Italia (1,1 milioni di ettari, con un trend discendente) e Germania (1 milione di ettari). Insieme costituiscono il 40% dell'area EU-27 dedicata al biologico. In EU-12, le maggiori aree dedicate al biologico si trovano in Polonia (0,6 milioni di ettari) e in Repubblica Ceca (0,4 milioni).

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Tra il 2007 e il 2011 si registra, inoltre, uno sviluppo positivo in Germania, Francia, Spagna, Austria e Svezia. Per quanto riguarda l'Italia, il trend discendente registrato indicherebbe come il settore del biologico abbia già raggiunto la propria maturità. I trend di sviluppo nei Paesi EU-N12 sono probabilmente dovuti al supporto economico fornito dall'Europa in vista dell'accesso all'Unione.

È l'Austria, invece, a risultare il Paese europeo in cui il biologico ha raggiunto la maggiore importanza tra i settori produttivi (19%). Seguono la Svezia, con il 15,7%, e l'Estonia, con il 14,1%. Repubblica Ceca, Estonia, Slovenia, Slovacchia e Lettonia hanno visto uno sviluppo rapido del settore e superano la media europea del 5,4%. Tra il 2002 e il 2011 le aree in conversione sono cresciute dell'1% all'anno in EU-15 e del 13% in EU-N12. Le maggiori percentuali di conversione al biologico riguardano la Spagna (30%) e il Portogallo (505).

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Nell'area EU-N12 la crescita del numero di aziende del settore ha superato le 31900 unità nel 2010. I Paesi con il maggior numero di aziende agricole biologiche sono Italia, Austria, Spagna, Germania, Francia e Grecia. La crescita riguarda anche uno dei Paesi ammessi nell'UE più di recente: la Polonia. Ad essa si accompagna il consolidamento delle aziende che si dedicano all'agricoltura convenzionale, con riferimento a tutta l'Europa. In generale, la crescita europea appare influenzata dal supporto economico destinato al biologico, dagli sviluppi del mercato e da agevolazioni che riguardano l'estensione dei servizi, la ricerca in campo agronomico e l'approfondimento della formazione professionale.

Il contesto favorevole, le nuove politiche agricole e la ristrutturazione del settore hanno portato ad un vero e proprio rilancio del biologico europeo a partire dall'inizio degli Anni '90. Il trend europeo complessivo appare in crescita, nel complesso, sia dal punto di vista dell'ampliamento delle aree destinate all'agricoltura biologica, che della produzione e della presentazione sul mercato di prodotti certificati. È importante, in conclusine, tenere conto di come al momento, per alcuni aspetti, i dati disponibili risultino ancora incompleti ed abbiano obbligato la Commissione Europea a concludere la propria analisi al 2011.

Consulta qui il report europeo completo.

Marta Albè

GreenBiz.it

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