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app cereali cnrUna App per salvare le coltivazioni di cereali. Quando le nuove tecnologie accorrono in aiuto agli agricoltori. Monitorare le coltivazioni dei cereali per prevenire malattie e epidemie potrebbe essere utile anche al fine di impedire la somministrazione di trattamenti chimici non necessari.

Ecco allora che grazie al CNR scende letteralmente in campo una App nata per contribuire alla lotta alle malattie che affliggono le coltivazioni cerealicole più comuni. Un’applicazione per smartphone darà agli agricoltori la possibilità di monitorare in tempo reale l’esposizione dei propri campi ad eventuali rischi.

Al progetto di ricerca ha collaborato l’Istituto per la protezione sostenibile delle piante Ipsp) del CNR. La App si trova in corso di realizzazione da parte della statunitense ZedX. La App permetterà agli agricoltori di ricevere mappe personalizzate di rischio e protezioni a medio termine.

Riceveranno inoltre informazioni sul grado di crescita delle piante e sull’eventuale presenza di parassiti. Al centro dello studio troviamo un’infezione particolare. Si tratta del nanismo giallo dell’orzo, una delle malattie virali dei cereali più diffuse nel mondo.

“La profonda conoscenza del virus, delle sue modalità di trasmissione e diffusione e la messa a punto di strategie standardizzate per combatterlo ci ha permesso di supportare l’ateneo americano nella realizzazione di uno strumento utile ai coltivatori per evidenziare la presenza di eventuali fattori di rischio e per affiancare le decisioni quotidiane, ad esempio relativamente alla semina o a come trattare le piante, in un dialogo continuo e immediato” – hanno sottolineato gli esperti.

L’obiettivo del progetto, condotto da Edwin Rajotte e Cristina Rosa dell’Università della Pennsylvania e finanziato dal Dipartimento per l’agricoltura degli Stati Uniti, è quello di realizzare un modello capace di prevedere lo sviluppo di infestazioni fatali per le coltivazioni, sulla base di parametri come temperatura, umidità dell’aria o del terreno.

La grande mole di dati e misure che Ipsp-CNR può mettere a disposizione ha permesso di estendere il modello previsionale anche alle infezioni virali e si è rivelata fondamentale per implementare e testare il sistema.

Gli studenti coinvolti nel progetto hanno svolto una serie di interviste a persone impiegate in campo agroalimentare, per comprendere il rapporto degli agricoltori italiani con le tecnologie informatiche e il loro utilizzo in ambito lavorativo. “L’operazione ha avuto anche interessanti risvolti culturali. Abbiamo riscontrato che gli agricoltori italiani sono piuttosto simili, per abitudini e stili di vita, ai colleghi americani, e contrariamente a quanto si può pensare fanno un ampio uso delle tecnologie web, in particolare per avere dati su previsioni meteo e andamento dei prezzi”.

La nuova App riuscirà a rendere l’agricoltura più sostenibile?

Marta Albè

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