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jobs libro 450“Stay hungry, stay foolish”: chi non conosce la frase più celebre di Steve Jobs? Ma il fondatore di Apple è stato soprattutto un leader e continua ad esserlo anche dopo la sua scomparsa. Ecco perché i 14 comandamenti di Jobs in tema di leadership, raccolti dal suo biografo Walter Isaacson, sono una pietra miliare e saranno a lungo utilizzati come lezione intramontabile.

WALTER ISAACSON - Il biografo ufficiale di Steve Jobs (il volume che ne racchiude la vita è uscito nel 2011 per Mondadori) è stato caporedattore di Time, oltre che ad e presidente della Cnn. Oggi presiede invece l'Aspen Institute. Ha sintetizzato le 14 regole d'oro di cui stiamo per parlare in "Steve Jobs - Lezioni di leadership".

I 14 COMANDAMENTI – I segreti del successo elencati da Isaacson sono frutto di dialoghi con lo stesso Jobs, poi raccolti in un volume unico, adesso edito anche in Italia.

FOCUS – Decidete cosa fare e cosa non è essenziale. Pare che Larry Page, il cofondatore di Google, sia andato da Jobs per chiedere un consiglio e lui abbia risposto: “Concentrati sui 5 prodotti fondamentali di Google e sbarazzati del resto, ti sta affossando”. Così, a gennaio 2012 Page ordinò ai suoi dipendenti di focalizzarsi solo una serie ridotta di priorità, rendendole “beautiful”, come Jobs avrebbe fatto.

SIMPLICITY – Pensiamo all’iPod e poi all’iPhone: sono l’emblema di questo insegnamento, racchiuso anche in uno dei primi slogan della Apple, “simplicity is the ultimate sophistication”. Oggi purtroppo sembra che spesso la tendenza sia quella di creare prodotti con funzioni inutili, superflue, mentre i Paesi emergenti colgono in pieno che “less is more”.

ELEGANCE – Questa parola racchiude soprattutto la fissazione di Jobs per la user experience. I vari dispositivi devono essere integrati, le persone hanno poco tempo per capire come utilizzarli insieme, la tencologia deve aiutare proprio ad evitare perdite di tempo. Ecco perché questa lezione di leadership vuole far passare il messaggio che la creazione di prodotti deve sempre essere orientata a suscitare piacere al momento dell’utilizzo.

INNOVATION – La chiave del successo non è avere per primi un’idea, ma ragionare su quelle vecchie e sui successi passati innovando. È una lezione preziosissima, anche per le aziende della green economy, che devono evolversi per rispondere a bisogni già esistenti trasformando le idee e le risposte che la società negli anni ha già fornito, ma mettendo spesso da parte il Pianeta.

AUTHENTICITY – La motivazione, per Jobs, deve sempre essere quella di creare prodotti innovative, grandiosi, non il profitto in sé. Riflettiamo: quanti prodotti che utilizziamo ogni giorno non ci sembrano affatto grandiosi né frutto della passione delle aziende che li hanno pensati?

VISION – Dietro questo termine abusato risiedono i propositi delle aziende, che in ultima istanza dovrebbero trasformarsi in una risposta puntuale ai bisogni dei loro clienti. Ma poi quanti davvero li ascoltano? Jobs aveva un’idea molto chiara: “Abbiamo costruito l’iPod per noi stessi e quando fai qualcosa per te stesso o per la tua famiglia o per gli amici allora non puoi fallire”.

CERTITUDE – Se qualcosa era data per impossibile, Jobs faceva in modo che diventasse possibile. Era una persona molto ferma, determinata. “Ce la puoi fare, concentrati”, avrebbe detto. La certezza di poter sempre fare di più è un elemento che tutte le aziende del mondo dovrebbero considerare sempre.

DISCERNMENT – Uno dei principi guida di Jobs era quello di tenere conto di quanto le persone giudichino i prodotti prima di tutto dalla forma e dal packaging. Il manico per l’iMac è un costo superfluo? No, affatto, meglio aggiungerlo per rendere il prodotto più comodo.

TENACITY – Chi la dura la vince, potremmo dire. Jobs era solito tornare al tavolo da disegno anche quando i prodotti erano ormai in fase di produzione- C’è sempre tempo per rimediare agli errori e per migliorare.

SELECTIVITY – Jobs era molto selettivo, voleva nel suo team soltanto persone davvero preparate, i talenti migliori. La mediocrità era bandita. È un tema ricorrente, quello della meritocrazia, in Italia: non possiamo che approvare questa lezione e ricordare che “aspettandoci dalle persone grandi cose possiamo davvero portarle a realizzare grandi cose”.

COLLABORATION – La sede della Apple è l’emblema di quanto Jobs sapesse come un team che crea singergie positive lavori meglio. Stimolava l’interazione e il brainstorming anche informale, una lezione fondamentale se pensiamo a quante volte le aziende si chiudono in palazzi di vetro e credono di conoscere il mondo senza mai averlo guardato realmente.

DETAIL – I dettagli fanno sempre la differenza, è una regola antica. Vale anche per le grandi aziende. Mai perdere di vista l’obiettivo generale, ma occorre anche ricordare chi i clienti sono abilissimi nel rintracciare le minime imperfezioni.

IMAGINATION – Cosa colma il gap tra arte e tecnologia? L’immaginazione. Le aree del cervello vanno utilizzate in sincronia, scienza e immaginazione devono lavorare di pari passo.

NON CONFORMITY – “Stay hungry, stay foolish” è la concretizzazione di quest’idea di non-conformità rispetto alla massa. D’altra parte innovare significa anche rompere gli schemi, offrire risposte nuove. E i genii sono ribelli. Nulla di nuovo, insomma, ma i comandamenti di Steve Jobs e la sua vita sono destinati a restare impressi nelle menti degli aspiranti leader ancora per decenni.

Anna Tita Gallo

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