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I cambiamenti climatici sono uno dei temi chiave dell’informazione mediatica di questo periodo. Ma non sempre se ne parla in maniera adeguata e, spesso, appaiono come se fossero “problemi per scienziati”.

Per dimostrare invece che il tema riguarda da vicino tutti noi, dovremmo parlarne da una prospettiva diversa, vale a dire trattandoli come se fossero un problema sanitario globale. Lo dicono da Taylor & Francis Group.

Molte ricerche recenti sulla comunicazione ambientale esaminano il potere dei mass media e sottolineano la loro influenza nel delineare agli occhi degli utenti tematiche importantissime per il futuro del Pianeta.

A seconda dei dettagli e dell’angolazione che vengono mostrati, il destinatario avrà una percezione differente dell’importanza dei problemi. I cambiamenti climatici spesso vengono trattati come un argomento legato all’ambiente, ma così si perde il legame con l’individuo.

Melinda R. Weathers & Brenden E. Kendall hanno pubblicato un’indagine interessante, “Developments in the Framing of Climate Change as a Public Health Issue in US Newspapers”: cosa accadrebbe se le tematiche ambientali venissero trattate come argomenti di salute pubblica?

La maggior parte dei cittadini Usa attingono informazioni sul cambiamenti climatici proprio dai quotidiani, ma fino a poco tempo fa erano tematiche a cui non si affezionavano perché erano analizzate da un punto di vista troppo scientifico, poco pratico. Di conseguenza, la copertura mediatica, è diminuita. E se ora invece si parlasse delle conseguenze dei cambiamenti climatici sulla salute umana?

I due autori hanno analizzato 270 articoli di "salute pubblica" per capire con quale quantità e con quale stile dell’informazione si comunicassero agli americani questi temi. Un sondaggio del 2007 rivelava che il 41% dei cittadini erano personalmente preoccupati dei cambiamenti climatici. Nel 2010 la preoccupazione crollava al 28%. È un calo legato alla copertura mediatica?

I lettori ormai tendono ad essere attirati da notizie drammatiche, riferite con un sensazionalismo anche esagerato. Ma i contenuti su clima, ondate di calore, problemi respiratori, carestie e simili, inseriti nel macroargomento “salute pubblica”, sebbene siano stati contenuti non frequenti, hanno catturato l’attenzione.

È dunque un nuovo punto di vista, da non sottovalutare: i lettori non amano statistiche e dati, forse la maniera per spingere alla partecipazione e all’azione è quella di descrivere i cambiamenti climatici proprio come suggeriscono Weathers e Kendall, in maniera pratica, evidenziando le conseguenze che nella vita quotidiana gli attacchi al Pianeta stanno provocando.

Anna Tita Gallo

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