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coca cola babbo nataleMolte persone pensano a Babbo Natale nella maniera classica: un vecchio signore con la barba bianca e il pancione che distribuisce doni a bordo delle sue renne. Ma da dove viene questa immagine? Quanti aspetti commerciali ci sono alle sue spalle? In realtà dietro il mito di Santa Claus e dietro ai colori del Natale c'è persino qualcosa di psichedelico e dark.

Ma siamo tutti abituati ad immaginare un Babbo Natale di rosso vestito, con cappello e stivali, un sacco di doni e una slitta volante trainata da renne. Se ci riflettiamo un attimo ci rendiamo subito conto che nessuno però indosserebbe quei vestiti.

A dire il vero Father Christmas, il suo precursore nell'immaginario collettivo, indossava un vestito lungo rosso, sembrava quasi un cardinale, un elemento che lo associa a San Nicola, il cardinale turco che nel 14esimo secolo era noto per la sua generosità verso i bambini.

Ma allora da dove viene il berretto? Da dove vengono gli stivali? Spesso si rintraccia come spiegazione l'immagine di Babbo Natale creata di fatto dalla Coca Cola, che ha fatto la sua prima comparsa nei primi del Novecento, nelle pubblicità dell'azienda. Di sicuro risalgono a quegli ads le forme abbondanti di Babbo Natale e le guance rosse.

In precedenza era stato dipinto piuttosto come una sorta di gnomo, spesso persino magro e quasi impaurito, ma con vestiti simili. Quindi vale la pena di chiedersi a quale epoca risalga questo abbigliamento.

Addirittura l'immagine di Babbo Natale, secondo alcune ricerche antropologiche degli ultimi decenni, sarebbe da collegare a quella di alcuni indigeni che popolavano l'Artico, in particolare le zone della Siberia. E questo coincide peraltro anche con la nostra visione secondo cui Babbo Natale proverrebbe proprio dal Polo Nord.

Ma in comune con il cristianesimo c'è molto poco, visto che si tratta di tradizioni sciamaniche risalenti a queste tribù nordiche. Un altro dettaglio che compare spesso nelle decorazioni natalizie o nell'iconografia tipica del Natale è un fungo con la cappella rossa a puntini bianchi. Si tratterebbe della amanita muscaria, un fungo sacro per queste tribù. Si tratta di un allucinogeno e cresce praticamente sotto abeti e pini, altro simbolo del Natale. Questo fungo non viene metabolizzato, quindi resta presente nelle urine e pare che questi popoli le bevessero per poter godere comunque dei benefici del fungo stesso senza rischi eccessivi. Bere l'urina delle renne potrebbe essere stata la pratica consueta di Babbo Natale.

Le renne peraltro pare che avessero compreso gli effetti del fungo e fossero altrettanto avvezze a questa pratica. Babbo Natale volerebbe grazie agli effetti allucinogeni del fungo rosso e bianco e sarebbe una sorta di icona dell'antico sciamano che usciva vestito di rosso con un grande sacco a raccogliere i funghi. Anche le guance colorite potrebbero risalire a questo tipo di immagine.

natale funghi

E i camini? Sarebbero stati l'unica via di accesso alle case circondate da neve per donare i funghi appena raccolti. La renna volante invece potrebbe essere un'associazione di idee con il Carro di Odino o con altri dei pagani. Tutto sempre molto lontano dalla cristianità comunque, salvo San Nicola, che però è stato sovrapposto a figure precedenti, sciamani in primis. Anche San Nicola spesso viene ritratto vestito di rosso, appunto, e persino su sfondi rossi e bianchi, chiaro riferimento al fungo. Ma sottolineamo che, se a noi sembra una scena psichedelica, nell'antichità si trattava di una pratica comune: un semplice dono portato a persone speciali.

sannicola

Anna Tita Gallo

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