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solidale italianoAl via il Manifesto del Solidale Italiano.

Lo ha lanciato Altromercato, la maggiore organizzazione di Commercio Equo e Solidale in Italia, in collaborazione con l'Associazione Italiana Agricoltura Biologica (AIAB), il Gruppo Cooperativo CGM e Slow Food Italia.

L'obiettivo è quello di difendere equità, cooperazione, sviluppo e inclusione sociale, retribuzione dignitosa, sostenibilità economica e valore alle produzioni locali, rispetto per l'ambiente.

Sono questi, infatti, i principi del Commercio Equo e Solidale, che Altromercato porta avanti da oltre 25 anni con migliaia di contadini e artigiani nel Sud del Mondo, e che oggi possono risultare strategici per sostenere i produttori del nostro Paese e valorizzare i prodotti agroalimentari e artigianali italiani.

Sulla base di una profonda condivisione di valori, i partner si impegnano insieme in un percorso comune per dare un impulso concreto all'economia sociale italiana, applicando anche nel nostro Paese le pratiche e gli strumenti del Commercio Equo e Solidale.

Per questo si muoveranno insieme per:

  • garantire salari e prezzi equi per chi produce e per chi consuma;
  • costruire filiere dirette, trasparenti e tracciabili a garanzia dei cittadini;
  • tutelare i diritti delle persone e dell'ambiente contro ogni sfruttamento dei lavoratori e della terra;
  • facilitare la distribuzione dei prodotti provenienti da economie socialmente responsabili;
  • favorire l'integrazione sociale e la sostenibilità economica di attori in condizione di esclusione e marginalità;
  • coinvolgere un sempre maggior numero di produttori, attraverso l'applicazione di criteri chiari, verificabili e condivisi.

"Siamo orgogliosi di aver trovato per lo sviluppo del progetto Solidale Italiano partner autorevoli come AIAB, Gruppo Cooperativo CGM e Slow Food Italia: grazie ai valori comuni e alla complementarietà di esperienze, siamo riusciti a dare vita ad un'inedita alleanza che ci permetterà di realizzare un progetto forte, con prospettive di lungo termine, che auspichiamo possa essere di riferimento per il lavoro futuro e per l'imprenditoria italiana – ha commentato Vittorio Rinaldi, presidente di Altromercato -. Oggi più che mai siamo convinti che le preziose esperienze maturate dal Commercio Equo e Solidale in 25 anni di storia possano essere utilmente impiegate anche al servizio di tutte quelle realtà produttive di qualità, ecologicamente e socialmente responsabili, che nel nostro Paese si trovano in difficoltà".

"AIAB aderisce al progetto – ha spiegato Vincenzo Vizioli, presidente dell'Associazione Italiana per l'Agricoltura Biologica – perché crede fermamente nei valori che questo promuove, considerandoli parte integrante del metodo di agricoltura biologica. Partecipiamo al Solidale Italiano con le filiere a garanzia AIAB, convinti che non esiste biologico senza equità, nel mercato e nei rapporti di lavoro. Via libera dunque a questa nuova sfida che rappresenta un'opportunità in più per orientare le scelte dei consumatori verso prodotti buoni, sani e giusti".

"In un momento di crisi come quello attuale è fondamentale salvaguardare le realtà produttive locali attraverso la valorizzazione dei prodotti artigianali e agroalimentari provenienti dai diversi territori italiani – ha dichiarato Stefano Granata, presidente del Gruppo Cooperativo CGM -. La storia di CGM, del resto, è una storia fortemente legata al territorio: le cooperative e le imprese sociali della nostra rete, infatti, nascono e crescono proprio per rispondere ai bisogni delle comunità e per trasformare le tante eccellenze produttive in possibilità di sviluppo. CGM lo fa attraverso gli strumenti dell'economia non profit con l'obiettivo di incidere positivamente sullo sviluppo sociale, culturale ed economico delle realtà locali italiane, garantendo coesione ed inclusione sociale per tutti. Il Manifesto del Solidale Italiano va in questa direzione, per questo motivo ne condividiamo la mission, lo spirito e aderiamo con convinzione".

"Il commercio equo da sempre interseca il nostro lavoro quotidiano con le Comunità del cibo di tutto il mondo – ha affermato Lorenzo Berlendis, vice presidente di Slow Food Italia -. Contadini, pescatori, raccoglitori di erbe spontanee, artigiani di piccola scala in grado di dare risposta al bisogno, o meglio al diritto, di autodeterminazione e sovranità alimentare. Slow Food Italia, in via sperimentale, avvierà una collaborazione con la rete dei Presìdi italiani per ridare speranza e certezza di futuro all'agricoltura di prossimità, la sola capace di Nutrire il Pianeta dentro un quadro di sostenibilità ed eticità".

Grazie al progetto Solidale Italiano Altromercato, avviato nel 2011, con alcuni dei prodotti tipici di qualità, simbolo dell'Italia – pomodori, pasta, olio, ad esempio – si sostengono i valori di sostenibilità, equità e legalità per produzioni biologiche di eccellenza, che tutelano la biodiversità e le tipicità del territorio.

Pasta e pomodoro Solidale Italiano

I prodotti del Solidale Italiano Altromercato provengono infatti da agricolture solidali e sostenibili, da aree del paese in via di spopolamento e da percorsi virtuosi di riaffermazione della legalità, di contrasto allo sfruttamento e al caporalato e di inclusione sociale. Fanno già parte del progetto Solidale Italiano Altromercato produttori da Nord a Sud Italia, destinati a crescere grazie all'alleanza con AIAB, Gruppo Cooperativo CGM e Slow Food Italia.

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