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Dopo un lungo periodo conflittuale, il direttore esecutivo di Greenpeace International Kumi Naidoo ha incontrato a Roma l'amministratore delegato di Enel Starace per condividere il percorso di apertura della società verso le energie rinnovabili.

"Per molto tempo abbiamo attaccato Enel per le sue scelte, e certo questo incontro non significa che il nostro ruolo sia cambiato: come associazione ambientalista continueremo sempre a denunciare chi mette in pericolo il futuro del Pianeta e a chiedere alle aziende di fare scelte diverse e sostenibili dal punto di vista ambientale", commenta Greenpace, ma il nuovo management dell'azienda sta mostrando chiari segnali di cambiamento.

Con la nomina del nuovo vertice aziendale, la strategia industriale di Enel punterebbe ad un maggiore sviluppo delle fonti rinnovabili, all'efficienza energetica, alle smart grids ed ai sistemi di accumulo (storage). Inoltre il Gruppo si è impegnato ad abbandonare progressivamente nuovi investimenti nella filiera del carbone.

Per quanto tuttora permangano differenze di valutazione sulla definitiva uscita del Gruppo dal carbone in Italia e su alcune delle metodologie per perseguire obiettivi più ambiziosi in sede europea, la visione di medio-lungo termine di un sistema energetico per larga parte basato su generazione da fonti rinnovabili e sull'efficienza energetica, è oggi un elemento condiviso. I nuovi imperativi strategici di Enel sono in linea con gli obiettivi che Greenpeace.

enel gp

Enel condivide le preoccupazioni sul clima globale espresse da gran parte della comunità scientifica internazionale e l'obiettivo di contenere l'aumento della temperatura globale sotto i 2°C. Per questa ragione, anche in vista della Conferenza di Parigi sul Clima, l'azienda è pronta ad affrontare questa sfida e ritiene fattibile il conseguimento della propria "carbon neutrality" anche prima del termine del 2050, aumentando in particolare i suoi già significativi investimenti nello sviluppo delle rinnovabili e nella promozione dell'efficienza energetica.

Il Gruppo Enel ha già ridotto le emissioni specifiche di CO2 di oltre il 36% rispetto al 1990. Nel periodo 2007 – 2013 la riduzione è stata del 15%, raggiungendo così in largo anticipo l'obiettivo che era stato prefissato per il 2020 di 395 g/KWh. Non è un arrivo, ma la convergenza di vedute tra Enel e Greenpeace è un importante punto di partenza.

Roberta Ragni

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