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Maritime Silk Road” è il nome della strategia commerciale cinese su cui Pechino investirà per i prossimi 4 anni centinaia di mld di dollari, in particolare nell’Africa Orientale, dove saranno realizzati progetti come porti e ferrovie.

Nuovi porti in Tanzania, ferrovie in Kenya, strutture navali in Gibuti, zone industriali attorno al Canale di Suez in Egitto: è una rete che la Cina intende costruire o supportare come programma strategico di commercio, fulcro della sua politica estera.

La prima fase è già in atto e prevede interventi in Africa Orientale, una volta completata si passerà ad espandere la rete di infrastrutture verso l’Africa Centrale. Tutte idee che hanno innescato una battaglia tra i vari Paesi africani per ottenere il favore di Pechino e il denaro cinese.

Tecnicamente si parla di “Nuova via della seta” o “One Belt, One Road” e sono proprio tutti questi progetti messi in atto per migliorare infrastrutture e cooperazione tra Paesi dell’Eurasia, sia via terra che via mare. Per molti si tratta di iniziative volte soprattutto a contrastare gli Usa, in realtà sono frutto di idee e politiche pensate da decenni per espandersi integrando gli obiettivi di politica estera con una strategia commerciale globale.

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I progetti hanno eco anche sul Web. Il China Africa Project è una risorsa multimediale dedicata alla raccolta dei progetti che via via stanno concretizzando l’impegno della Cina in Africa. Un esempio recente: la notizia di 2 società statali cinesi (Sinohydro e China Railway Engineering Corporation) che spenderanno 660 mln di dollari per la costruzione di una nuova centrale elettrica che alimenterà la miniera di rame di Sicomines (Congo).

Anna Tita Gallo

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