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fame nel mondo sprechi alimentari aziende giornata mondiale alimentazioneOggi è la Giornata Mondiale dell’Alimentazione, un momento in cui non soltanto i cittadini ma soprattutto le aziende dovrebbero riflettere sulle strategie che potrebbero attuare per contrastare la fame nel mondo e ridurre gli sprechi alimentari.

Dai pasti donati ai senzatetto all’impegno per arginare i cambiamenti climatici e le emissioni di Co2, ecco alcune delle proposte concretizzate in tutto il mondo, Italia compresa, nel tentativo di combattere la fame.

1) Walmart

Walmart si impegna davvero per eliminare la fame nel mondo? L’azienda di recente ha dichiarato di voler donare 4 miliardi di pasti salutari ai bisognosi nei prossimi 5 anni. Avrebbe inoltre dato il via ad incontri con piccoli agricoltori di tutto il mondo per inserire i loro prodotti nella grande distribuzione. Ma secondo EatDrinkPolitics l’impegno di Walmart non è sufficiente e l’azienda innanzitutto dovrebbe alzare i salari dei propri dipendenti, in modo che possano fare la spesa normalmente senza doversi rivolgersi alle associazioni di beneficenza.

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2) Intermarché

La Francia si impegna ad arginare gli sprechi alimentari nella grande distribuzione. Alcuni supermercati della catena Intermarché hanno avviato una campagna per mettere in vendita frutta e ortaggi imperfetti con lo sconto del 30%. In questo modo si evitano gli sprechi alimentari che avvengono direttamente nei campi. La campagna ha avuto un grande successo e potrebbe estendersi ad altri punti vendita della Francia.

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3) Hera

Evitare gli sprechi alimentari e donare un pasto caldo ai bisognosi. Le aziende Hera hanno partecipato al progetto CiboAmico in collaborazione con Last Minute Market. Oltre 10 mila pasti sono stati recuperati dalle mense aziendali e donati ad associazioni Onlus che operano sul territorio dell’Emilia, con il coinvolgimento delle città di Bologna, Ferrara, Imola e Rimini. La rete sostenibile e solidale nata sul territorio ha permesso alle Onlus di risparmiare oltre 150 mila euro.

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4) Whirlpool

Come contrastare il problema degli sprechi alimentari all'interno delle mense aziendali? Tra Banco Alimentare di Lombardia e la multinazionale degli elettrodomestici Whirlpool è nato un sodalizio che porterà a destinare le eccedenze di prodotti alimentari verso le mense dei poveri e le persone bisognose. Banco Alimentare raccoglie i pasti non distribuiti e segue le procedure di legge previste per la conservazione dei cibi, predisponendoli per il trasporto in contenitori appositi.

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5) Barikamà

Da profughi a imprenditori dello yogurt biologico consegnato in bicicletta. Sei ragazzi africani che vivono a Roma e che in precedenza lavoravano a Rosarno come raccoglitori di frutta hanno dato vita ad un progetto di micro credito e autogestione del lavoro basato sulla produzione e la distribuzione sostenibile di yogurt biologico. Il loro obiettivo è tornare in Africa ed esportare lo stesso modello per combattere fame e carestia.

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6) Kellogg

Anche Kellogg scende in campo contro i cambiamenti climatici, che l’azienda considera la causa del rischio di fame per centinaia di milioni di persone, in quanto rappresentano una seria minaccia alla produzione del cibo, del caffè, dei cereali e del cacao. L’azienda ha promesso di stabilire dei target di riduzione delle emissioni di gas serra lungo la filiera agricola per contrastare i cambiamenti climatici.

Leggi anche: Kellogg scende in campo contro i cambiamenti climatici

7) Philips

Philips in collaborazione con GSF Farms ha dato il via d un progetto per realizzare un’azienda agricola al coperto a Chicago. Si tratta, a parere degli ideatori, di una soluzione sostenibile di fronte all’incremento del fabbisogno di cibo nel mondo e alla minaccia dei cambiamenti climatici. L’azienda agricola indoor sarebbe parte di un sistema senza sprechi e ad alta efficienza energetica che permetta di coltivare ortaggi freschi al chiuso grazie ai LED forniti da Philips.

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8) Mondelez

Mondelez, sulla spinta della campagna di Oxfam “Behind The Brands”, è tra le multinazionali che si stanno impegnando nella tutela dei diritti delle donne che lavorano nella filiera del cacao e nell’individuazione di strategie per avviare una coltivazione di caffè molto più sostenibile dal punto di vista ambientale e sociale. Il tutto in nome della lotta contro la fame nel mondo, la povertà e la disuguaglianza sociale. Con la speranza che le promesse vengano mantenute.

Leggi anche: Mondelez investe 200 milioni di dollari per una produzione di caffÈ piu' sostenibile

9) General Mills

General Mills, pur non essendo di certo la più virtuosa tra le multinazionali, per oltre 30 anni ha lavorato in collaborazione con Feeding America per finanziare programmi contro la fame del mondo e per fornire donazioni alimentari ai bisognosi, con il coinvolgimento dei propri dipendenti e di volontari tra i pensionati. Sempre in collaborazione con Feeding America ha creato campagne come Outnumber Hunger per supportare le banche del cibo locale e generare interventi utili contro la fame.

10) Cisco

Cisco per 11 anni ha dato vita ad una campagna annuale di donazione dei pasti ai bisognosi che ha coinvolto 160 realtà tra associazioni nonprofit e Ong in tutto il mondo. L’annuale Global Hunger Relief Campaign supporta l’operato degli enti caritatevoli. Lo scorso anno gli impiegati di Cisco hanno lavorato come volontari per aiutare le associazioni, che hanno così potuto consegnare 23 milioni di pasti agli affamati in tutto il mondo.

Marta Albè

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