Menu

csrsoldi 450Quanti report aziendali vengono ignorati sistematicamente? Sicuramente troppi, così come troppo è il tempo sprecato per metterli a punto, se poi non vengono letti affatto. Questo timore trova spazio proprio in un report di SustainAbility, che avverte: per molte aziende i report di csr sono inutili, sono soltanto uno spreco di denaro e non sono efficienti.

LA CADUTA DELLA REPORTISTICA - “I report hanno portato a passi avanti grandiosi, ma potrebbero essere ancora più utili se riempiti di valore aggiunto”, ha spiegato Margo Mosher di SustainAbility . Dopo un’analisi condotta sulla base di 50 interviste rivolte agli stakeholder e un sondaggio destinato a circa 500 esperti di csr e leader, SustainAbility è arrivata a questa conclusione: la reportistica è in una fase di stallo.

LE RAGIONI DEL FALLIMENTO – Il motivo è sostanzialmente legato a questioni di marketing. Si scrivono fiumi di parole, si riempiono i report di termini tecnici e si inventano categorie incomprensibili, ma non si pensa al pubblico, al lettore. Intanto, i new media si muovono in senso contrario e l’audience trova quindi altri canali dove reperire le informazioni, canali in cui il linguaggio è più semplice e trasparente, oltre che più immediato e con più appeal.

Inoltre, l’audience è un gruppo di persone con interessi diversi, che devono trovare risposta alle proprie domande personali. I report spesso sono troppo generici, non contengono parti rivolte a target di destinatari particolari, che vogliono informazioni minuziose, le stesse informazioni che altre volte vengono inserite direttamente nei report, che diventano quindi noiosi e lunghissimi. Sono report scritti per tutti e per nessuno, quelli che si trovano oggi in circolazione e che, appunto, comportano grande impegno e grande spreco di risorse, economiche e mentali.

IL PROBLEMA CRUCIALE – Non occorre accorciare i report, né moltiplicare il numero di quelli pubblicati. Il problema è come renderli interessanti e utili a guidare davvero le scelte del mercato, oltre che a migliorare le performance delle aziende in chiave sostenibile. Come fare? Una soluzione è quella di inserire nei report idee concrete, materiali. Ad esempio, basta inserire una valutazione delle conseguenze e dei rischi connessi alla non-sostenibilità delle strategie.

Cosa accadrà se non si attuano azioni volte al risparmio energetico? È il caso di sottolinearlo apertamente, non c’è niente di scontato. E mai dimenticare l’obiettivo di un report: in questo caso non si tratta di scrivere la storia aziendale, si tratta di guardare avanti e di scrivere qual è l’impatto di ogni azione. Mai giustificare il passato se non è in linea con gli obiettivi di csr, meglio rimarcare con esempi reali le best practice e le situazioni allarmanti che contraddistinguono il presente dell’azienda; meglio guardare verso se stessi che delineare scenari generici sulla base di dati e trend.

Anna Tita Gallo

LEGGI anche:

CSR: i 10 errori più frequenti dei report di sostenibilità (e come evitarli)

Cresce l’influenza dei manager che si occupano di sostenibilità

Network