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united victims of benetton campagna 0A poche settimane dal secondo anniversario della tragedia del Rana Plaza, anche Benetton ha fatto sapere che finanzierà il fondo istituito dalle Nazioni Unite per risarcire le vittime e le loro famiglie.

Sono trascorsi quasi due anni dal crollo del Rana Plaza, il palazzo adibito a fabbrica tessile situato alla periferia di Dacca, in Bangladesh: con i suoi 1.134 morti accertati e gli oltre 2.000 feriti, il disastro è passato alla storia come l'incidente più grave mai registrato nell'industria dell'abbigliamento e ha rivelato al mondo le condizioni di scarsa sicurezza e di sfruttamento della manodopera all'interno del ciclo di produzione di capi di abbigliamento destinati al mercato Occidentale.

Nell'edificio di otto piani drammaticamente collassato il 24 aprile del 2013, gli operai e le operaie producevano magliette, pantaloni e quant'altro per marchi di fama internazionale quali Walmart, Mango, Primark e Benetton.

All'indomani della tragedia, le Nazioni Unite hanno istituito un fondo per raccogliere il denaro necessario a risarcire i superstiti del disastro e le famiglie delle vittime, con l'obiettivo di raggiungere quota 30 milioni di dollari. Fino ad oggi, sono stati raccolti circa 21 milioni dollari, meno del previsto, per via del rifiuto di alcuni brand dell'abbigliamento di offrire il proprio contributo.

Tra questi, il caso più eclatante riguarda Benetton, marchio del Made in Italy noto in tutto il mondo: dapprima, l'azienda ha negato qualsiasi legame con il Rana Plaza, nonostante il rinvenimento, tra i detriti dell'edificio, di etichette recanti il suo marchio; quindi, ha dichiarato l'intento di partecipare ad un'altra raccolta fondi, organizzata da una non meglio identificata ONG del Bangladesh. Infine, pochi giorni fa, la svolta: Benetton contribuirà al fondo costituito dalle Nazioni Unite, anche se per il momento nessuna cifra è stata resa pubblica.

La decisione arriva dopo una campagna di pressione organizzata da attivisti ed ONG, United Victims of Benetton, che accusava il brand di essersi sottratto all'obbligo morale di compensare le vittime del disastro, pur avendo avuto legami innegabili con il Rana Plaza e aver lucrato, più o meno indirettamente, sullo sfruttamento della sua manodopera.

Fino ad oggi, il maggiore finanziatore del fondo istituito delle Nazioni Unite è stato Primark, con 8 milioni di dollari. La speranza degli attivisti è che Benetton versi i 9 milioni necessaria centrare l'obiettivo dei 30 milioni di dollari, al fine di risarcire in modo soddisfacente tutte le parti in causa.

Lisa Vagnozzi

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