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Nestè sostenibile1Tutto il cacao per il cioccolato di Pasqua sarà sostenibile: la Nestlè, in collaborazione con Utz Certified e in occasione della festività in arrivo, annuncia di aver comprato sufficiente materia prima certificata per produrre tutta la fornitura più venduta a Pasqua, nell’ambito del Nestlé Cocoa Plan.

La notizia arriva a valle dell’adesione dell’azienda a CocoaAction, l’accordo dei grandi produttori per rendere sostenibile la filiera del cacao.

“L’interesse dei consumatori di cioccolato prodotto in modo sostenibile è in aumento - ha dichiarato Leslie Mohr, della Nestlé USA Confezioni & Snacks - Siamo lieti di proporre a Pasqua un’offerta di cioccolato che metta in rilievo il nostro impegno per un cacao sostenibile e per il sostegno dei coltivatori e le loro comunità con il Nestlé Cocoa Plan”.

L’obbiettivo è chiaro: secondo l’Associazione Nazionale dei Pasticceri degli Usa, la Pasqua è la festività nella quale si registra il picco di acquisti di dolci più alto dopo Halloween. Inoltre, in un recente indagine condotta da Golin and uSamp, quasi l’80 per cento dei consumatori ha detto che preferirebbe acquistare prodotti di cioccolato a base di cacao sostenibile se fossero facili da reperire e non costassero di più.

Ma è veramente sostenibile la materia prima certificata? Il dibattito sulle uova pasquali, a questo proposito, è in corso già da diverso tempo. L’utilizzo dell’olio di palma al posto di quello di soya, per esempio, da molti ambientalisti è considerato preferibile in quanto le palme richiedono un decimo del fertilizzante e dei pesticidi rispetto alla soya.

Nestè sostenibile

Il Wwf, inoltre, ha appoggiato nel 2004 il Roundtable for Sustainable Palm Oil, una serie di standard a tutela del consumatore che certificano la sostenibilità dell’olio importato. Ma è proprio vero che una certificazione come questa dovrebbe garantire il rispetto per le foreste? In realtà in Indonesia e Malaysia si produce il 90 per cento dell’olio di palma certificato, a fronte di migliaia di acri di foresta pluviale cancellata e habitat distrutti sia per gli animali che per gli esseri umani.

Anche la soluzione “meglio certificato che niente” potrebbe andare stretta se si pensa che in gioco c’è la vita di innumerevoli esseri viventi e la sopravvivenza stessa di altrettanti ecosistemi. Inoltre, dall’indagine di Golin and uSamp è emerso che quasi l’88 per cento dei consumatori ama o ha bisogno del cioccolato, ma solo il 12,5 per cento sa come questo si produce e da dove proviene il cacao.