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Proprio mentre a Parigi i principali rappresentanti delle economie internazionali discutono del clima alla COP21, Kellogg ha finalmente reso noto il proprio piano per affrontare i cambiamenti climatici.

Il riscaldamento globale minaccia la produzione alimentare e le aziende del settore non possono continuare a fingere che non si tratti di un problema. Ecco allora da Kellogg la decisione di intervenire per ridurre le emissioni di gas serra del 65% entro il 2050 e per aiutare i fornitori a tagliarle a propria volta del 50%.

John Bryant, presidente e amministratore delegato della multinazionale, ha spiegato che la scienza ha ormai dimostrato che i cambiamenti climatici ridurranno la produttività e la sicurezza alimentare. La popolazione è in aumento e ciò impone di dover nutrire più persone con meno risorse.

Oxfam ha spesso criticato le aziende del settore alimentare come ritardatarie nell’esporre ed attuare i propri piani sul clima e innanzitutto come reali responsabili e complici dei cambiamenti climatici in corso.

Già lo scorso agosto General Mills aveva promesso di tagliare le emissioni di gas a effetto serra in tutta la sua catena di fornitura del 28% nei prossimi dieci anni. Ora Kellogg sembra averne seguito l’esempio.

In questo modo, in concomitanza con la COP21 di Parigi, Kellog riesce a mostrarsi responsabile verso i propri obiettivi. La speranza è che alle parole seguano i fatti ed un reale impegno per la riduzione delle emissioni inquinanti.

Kellogg in particolare prevede di migliorare l’efficienza nell’uso dell’energia e dei trasporti e di convertirsi alle fonti di energia rinnovabili o a basse emissioni di carbonio, secondo l’ultimo documento pubblicato dall’azienda.

Secondo Kellogg, gli obiettivi ora annunciati contribuiranno a mantenere l’aumento delle temperature entro i 2°C. Superare tale soglia per gli scienziati porterebbe a conseguenze disastrose per il clima.

Consulta qui il documento di Kellogg sui cambiamenti climatici.

Marta Albè

Fonte foto: Univision

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