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Aiutare i più poveri e ridurre gli sprechi alimentari. Ecco il nuovo piano a cui Starbucks sta dando forma negli Stati Uniti. La catena di caffetterie sta collaborando con gli impiegati di ogni punto vendita per creare un piano che permetta di donare in beneficenza il 100% del cibo avanzato offrendolo ad associazioni che si occupino di distribuirlo ai bisognosi.

Nei soli Stati Uniti Starbucks può contare sulla presenza di ben 7600 punti vendita. Si calcola che in totale la catena potrà offrire 50 milioni di pasti gratuiti nei prossimi 5 anni a partire dalla decisione di mettere a disposizione il cibo che ogni giorno rimane invenduto.

In realtà Starbucks si sta occupando di donare in beneficenza il cibo invenduto ma ancora perfettamente commestibile dal 2010 ma fino a questo momento le regole di sicurezza dell’azienda richiedevano agli impiegati di gettare via le insalate e i cibi preconfezionati avanzati.

Gli stessi impiegati, rendendosi conto dell'enorme quantitativo di cibo sprecato ogni giorno, hanno chiesto all’azienda di fare di più. Negli Usa già dal 1996 esiste una legge che tutela le aziende che decidono di donare in beneficenza il cibo avanzato. Non c’è dunque motivo di attendere oltre per Starbucks e la speranza è che il nuovo piano venga attuato al più presto.

Catene di ristorazione come Chipotle, Taco Bell, Olive Garden e KFC sono tra le società che hanno già iniziato a donare il cibo avanzato. Ma anche molti ristoranti locali e catene minori hanno cominciato a fare più attenzione agli sprechi alimentari.

Al momento Starbucks sta collaborando con due associazioni di beneficenza: Food Donation Connection e Feeding America, in modo che il cibo avanzato venga distribuito presso le mense e i centri che accolgono i senzatetto e gli affamati.

Secondo Kienan McFadden, tra gli store manager di Starbucks, recuperare il cibo in questo modo e evitare che venga gettato tra i rifiuti può cambiare la vita di molte persone. Ci auguriamo che altre catene di ristorazione in tutto il mondo si impegnino a portare avanti progetti simili.

Scopri qui il nuovo piano di Starbucks per donare il cibo invenduto.

Marta Albè

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