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samsungtelefonorosaSi chiama “Women run the show” il nuovo progetto di responsabilità sociale creato da Samsung in collaborazione con Telefono Rosa e con il Patrocinio del Dipartimento per le Pari Opportunità della Presidenza del Consiglio dei Ministri e del Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali.

Obiettivo: sostenere il recupero psicologico delle donne che hanno alle spalle una storia di disagio sociale e familiare e facilitarne il reinserimento nella comunità e nel mondo del lavoro.

L’iniziativa nasce anche con l’obiettivo di sensibilizzare a combattere la violenza fisica e psicologica che una donna può trovarsi a subire all’interno delle mura domestiche, violenza che distrugge da tutti i punti di vista sia le vittime dirette, sia i loro figli.

Nel nostro Paese oltre il 70% delle donne percepisce quello della violenza come uno dei problemi sociali più rilevanti, secondo solo alla disoccupazione. In Italia sono oltre 6 milioni le donne che hanno subìto nel corso della propria vita una qualche forma di violenza, circa il 31% delle donne tra i 16 e i 70 anni.

In genere sono i partner (attuali o ex) che commettono le violenze più gravi: il 62,7% degli stupri è commesso infatti da un partner attuale o precedente. Se si considera che molte di queste donne hanno figli, nel corso degli anni è cresciuta la percentuale dei bambini che hanno assistito ad episodi di violenza sulla propria madre, con effetti devastanti sulla loro modalità di socializzazione e di comportamento futuri.

Samsung, insieme a Telefono Rosa, ha individuato 10 protagoniste in tutta Italia, pronte a rinascere e a diventare un esempio vincente per milioni di donne che hanno vissuto un’esperienza simile. Queste donne sono state accompagnate in un percorso personalizzato, che ha consentito loro di reintegrarsi nella società attraverso corsi di formazione certificati, per acquisire competenze in linea con le loro reali attitudini e predisposizioni e con le richieste del mercato, favorendo così la realizzazione del loro potenziale e opportunità di lavoro.

Terminata la fase di formazione, fondamentale per trovare un lavoro che le renda realmente autonome, le 10 donne sono state coinvolte da una casa di produzione nella realizzazione di uno spot di sensibilizzazione sulla violenza, che porta ovunque questo forte messaggio, un’iniziativa concreta e creativa, che costituisce un ulteriore strumento per il loro recupero.

Lo spot è interpretato personalmente dalle vittime e diretto da Flavia e Maria Sole Tognazzi. Si apre con le protagoniste che parlano tra di loro creando una ripetizione di labbra in movimento: ridono, sono felici, si intuisce che, per una donna, parlare è una necessità per esprimere un proprio sentimento o un proprio stato d'animo. Un colpo di scena inaspettato chiude lo spot: una donna è in silenzio, circondata dalle colleghe che in qualche modo cercano di spronarla a interagire. Ha lo sguardo spento, le sue mani compiono gesti nervosi, la sua bocca è sigillata.

È proprio quando le donne non parlano che dovresti ascoltarle: messaggio sociale forte, che si pone l’obiettivo di sensibilizzare tutti a riconoscere i segnali che una donna vittima di violenza domestica mostra in pubblico, perché riconoscere il problema è il primo passo per aiutarle. La prima fase del progetto – i corsi di formazione professionale - ha visto coinvolte già numerose aziende che hanno sposato il progetto, riconoscendone il valore: Accademia Nazionale dei Sartori, Eataly, Delia Beauty Spa, Novomatic, Link Hr professional solutions.

Più aziende parteciperanno all’iniziativa e più opportunità in termini di formazione e occupazione potranno essere offerte alle donne in difficoltà.

Anna Tita Gallo

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