Menu

common_threads_patagonia_logo“Effimero come la moda” è una definizione del settore che avrà sempre meno senso con il crescere dell’attenzione di aziende produttrici, di distributori e consumatori nei confronti dello . Un segnale veramente forte in tal direzione ci viene da Patagonia, marchio d’abbigliamento leader nel segmento sportivo ed outdoor, da sempre sensibile alle problematiche legate all’ambiente.

“Comprate meno, comprate prodotti usati” è l’inverosimile e rivoluzionario messaggio che l’azienda americana ha recentemente inviato suoi clienti di tutto il mondo nel corso della New York fashion week. Dietro tale affermazione c’è l’impegno di Patagonia nello sviluppo di un ambizioso quanto innovativo progetto che sembra contraddire completamente tutte le ferree regole del “fashion business”: Il “Common threads initiative”.

Alla base di questa iniziativa c’è la volontà dell’azienda di abbigliamento di stringere un patto con i consumatori impegnandosi reciprocamente nel ridurre, riparare, riutilizzare e riciclare i capi con il proprio marchio. Lo spiega in modo chiaro Yvon Chouinard fondatore ed attuale proprietario dell’azienda: “Prima di tutto questo programma chiede ai nostri clienti di non acquistare capi di cui non hanno bisogno. Nel caso in cui l’acquisto sia invece necessario, è importante scegliere abiti che siano fatti per durare molto tempo, ripararli quando si danneggiano, donarli a qualcun altro o venderli nel momento in cui non ne avranno più bisogno. Ed infine, come ultima opzione, riciclare ciò che non può essere più indossato. Noi siamo la prima azienda al mondo a chiedere ai nostri clienti di impegnarsi formalmente con noi nel ridurre i consumi e evitare che i nostri prodotti finiscano nelle discariche”

Alla base del lancio dell’iniziativa “Common Treads” c’è la presa di coscienza da parte di Patagonia che non ci può essere una “reale” riduzione dell’impatto ambientale senza riduzione della produzione e dei consumi, per quanto sostenibili e sempre più “amici dell’ambiente” siano prodotti realizzati dalle aziende. Quello che è necessario modificare sono quindi le nostre modalità di consumo, in particolare quando si parla di abiti, considerati spesso prodotti usa e getta piuttosto che beni fatti per durare nel tempo.

Ma non saranno solo i clienti che accettano di aderire all’iniziativa ad impegnarsi. Patagonia dal canto suo promette di realizzare capi di alta qualità destinati a durare nel tempo e di offrire ai clienti tutte le informazioni necessarie per trattare in maniera adeguata il prodotto al fine di allungare la sua vita utile; di riparare rapidamente (10 giorni lavorativi) e ad un prezzo equo tutti i capi danneggiati che i consumatori invieranno all’azienda; di riciclare, trasformandoli in nuovi filati o tessuti, i capi inutilizzabili che i clienti restituiranno.

Ma soprattutto, per incoraggiare il riuso dei propri capi, Patagonia invita i suoi attuali e futuri clienti a visitare sul web il proprio Used Clothing Store o la casa d’aste on line E-Bay per vendere o acquistare abbigliamento di seconda mano. L’azienda americana ha infatti stretto una partnership con eBay Inc che prevede la presenza per la prima volta di uno “spazio personalizzato” Patagonia all’interno del sito di aste on line. A tutti coloro che metteranno in vendita sul web un capo di seconda mano dell’azienda americana verrà chiesto di divenire partner dell’iniziativa Common treads. Patagonia non riceverà alcun provento dalle vendite dei capi usati on line.

Ma allora, è lecito chiedersi, quali sono i vantaggi per aziende come Patagonia che, in difesa dell’ambiente, portano avanti iniziative così coraggiose e “di rottura” come quella descritta?

Sicuramente un grande ritorno di immagine, la possibilità di cementare ulteriormente la fedeltà dei propri clienti e la certezza di attrarre nuovi consumatori, tutti quelli interessati ai contenuti del Common treads e vicini ai valori di un’azienda che ha lanciato un grosso sasso nello stagno del settore moda. In più con la creazione di un “mercato secondario” dei propri prodotti Patagonia potrebbe avvicinare al proprio marchio i consumatori incerti che in precedenza non avevano mai acquistato un capi nuovi presumibilmente per questioni di budget, convincendoli in questo modo del loro reale rapporto qualità/prezzo.

Paola Valeri

GreenBiz.it

Network