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avon"La bellezza di fare bene": se il trucco è spesso utilizzato per nascondere difetti imbarazzanti, oggi, con la pubblicazione del suo ultimo rapporto di responsabilità aziendale, i cosmetici Avon scendono in campo per smascherare i punti forti della sostenibilità ambientale che, tra il 2009 ed il 2010, hanno scritto il dna del noto colosso statunitense produttore di profumi e bigiotteria.

"The Beauty of Doing Good", questo il titolo dell'ultimo dossier di auto-valutazione della società americana, presente in oltre 150 paesi e con un fatturato complessivo di 8,1 miliardi di dollari, rintracciabile online (per risparmiare carta, s'intende) e redatto in conformità con il Global Reporting Initiative (GRI) Sustainability Reporting Guidelines G3, l'indicatore più diffuso al mondo di reporting sostenibile, attraverso il quale una singola azianda comunica ogni anno le sue performance economiche, ambientali e sociali.

E questa volta Avon ha voluto amplificare la propria trasparenza istituendo "tre pilastri" nelle sue missioni commerciali, passando dall'empowerment femminile alla salvaguardia dell'ambiente e giungere poi ad un approccio filantropico globale.

Il dossier della multinazionale Usa, presentato "online in formato interattivo per risparmiare carta ed aggiornare più frequentemente i dati" come ha spiegato Susan Arnot Heaney, girettore generale Avon nella sezione Corporate Responsibility, quest'anno ha dunque un cuore verde e sostenibile.

Ecco perchè, per ottemperare ai fiumi d'inchiostro e carta usati nella redazione dei cataloghi commerciali, Avon - secondo quanto si legge - ha lanciato lo scorso anno il progetto "Hello Green Tomorrow": una politica internazionale volta alla promozione di un uso responsabile della carta e alla tutela delle risorse forestali. Tanto da acquistare - come parte degli impegni presi dall'azienda - il 100 per cento della carta utilizzata da fonti riciclate entro il 2020.

In tal senso, Avon ha inoltre contribuito, con 2,1 milioni di dollari, alla realizzazione del programma "Nature Conservancy" destinato a ripristinare 5.000 ettari di terreno nelle Riserve della foresta atlantica latina. Dopo di che la bioedilizia verde, la riduzione delle emissioni di gas serra, un maggiore controllo sullo smaltimento dei rifiuti e l'utilizzo parsimonioso delle risorse idriche. Gli esempi, tra gli altri, si traducono oggi in un ambizioso programma di "Green Building" e in una riduzione del 31% delle emissioni di CO2.

AR

 

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