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pasqua16Anche quest’anno si ripresentano a Pasqua alcuni dei problemi ormai ricorrenti: packaging variopinti tutt’altro che riciclabili e ecofriendly e prodotti di bassa qualità, spesso vere frodi alimentari.

Colombe, uova di Pasqua, ovetti di cioccolata: sugli scaffali da giorni compaiono confezioni sgargianti. È chiaro che la battaglia si gioca sul terreno del packaging, non a caso le uova di Pasqua sappiamo bene che si scelgono da sempre non tanto per il cioccolato quanto per la speranza riposta nella sorpresa o per le tonalità e l’attrattività delle confezioni.

È altrettanto vero che c’è un consumatore sempre più attento e consapevole che invece predilige gli aspetti legati al prodotto e punta sul biologico, ad esempio, ma la tendenza resta sempre quella di farsi ingannare da packaging scintillanti (vale soprattutto per i bambini, ma gli adulti non sono da meno).

Allo stesso tempo, è facile rendersi conto che quel packaging è eccessivo. Troppa carta, troppa plastica, quindi più energia per produrre e più rifiuti. Aggiungiamo anche che le aziende tendono a confezionare uova di Pasqua sempre più grandi, che però hanno quelle dimensioni spesso non grazie al peso della cioccolata che contengono ma proprio grazie ad un packaging studiato ad hoc.

Per avere un’idea dei consumi, citiamo un dato diffuso da Coldiretti in occasione della Pasqua dello scorso anno: 6 italiani su 10 portano in tavola la colomba, che a casa nostra batte l’uovo di cioccolato, a cui però non hanno rinunciato il 51% degli italiani adulti.

Il portale frodialimentari.it ci offre altri dati interessanti. Gli italiani acquistano, per il 17,6%, le uova di cioccolato in base alle richieste dei figli, nipoti e così via, e per il 18% in base alla marca. I prodotti artigianali sono acquistati per il 47% da persone con un reddito medio/alto con elevata scolarità (36%). La Pasqua rappresenta per l’economia nazionale significa un giro d’affari di 4 mld di euro, di cui 40 in cioccolato, 30 in colombe. E sono 2 mln di italiani che viaggeranno a Pasqua, con un incremento del +3% sui consumi alimentari.

frodialimentaripasqua

Ma questi prodotti con il passare del tempo diventano sempre meno sicuri, sia in termini di qualità degli ingredienti che degli oggetti inseriti all’interno come regalo. La crisi e la necessità sociale di dover regalare un uovo o una colomba ha portato alla massificazione dei prodotti: è possibile acquistare ormai a 1,50 euro, o 3 uova di Pasqua a 5 euro, o peggio ancora agnello a 3 euro al chilo.

Per quanto riguarda le uova di cioccolato la truffa più ricorrente è quella del surrogato al posto del cacao. La percentuale massima di pasta di cacao o burro di cacao è del circa 50% nelle uova industriali di alta gamma, ma scende al 23% in uova come quelle dei cartoni animati, che peraltro costano di più per questioni di marketing.

Ecco allora come orientarsi, secondo un decalogo dello stesso portale:

1. Verificate che per i giocattoli vi sia la marca CE ( per capire se il prodotto è sicuro e non sia made in China provate a create un 8 unendo i punti del simbolo CE, se riuscite allora è sicuro altrimenti non dati ai bimbi potrebbero intossicarsi o strozzarsi);

2. Verificate che il cioccolato sia di buona qualità, non sempre il prezzo vi certifica che sia cioccolato e non surrogato (a volte il prezzo è dovuto alla marca o al personaggio del momento, molte uova di Pasqua sequestrate erano di una nota squadra di calcio) controllate il tipo di cioccolato e la % usata;

3. Ricordate che anche se sull'etichetta non è inserita potrebbero esserci dei residui di nocciole nell’impasto della cioccolata e quindi creare problemi a persone con intolleranze e allergie;

4. Controllate sempre la scadenza, potrebbe capitarvi di incappare in ovetti o cioccolato dello scorso anno, e quindi aprendolo trovare la fastidiosa;

5. Verificare, in caso di colombe pasquali il luogo di produzione, così potrete evitare di acquistare prodotti non artigianali;

6. Verificate quando acquistate la carne di agnello se è presente l’etichetta e se sono inserite le informazioni su “Allevato in…”“Origine…”;

7. Verificate che gli imballaggi e i prodotti siano integri, il cioccolato potrebbe essere stato messo vicino ad una fonte di calore e quindi perdere la sua forma e consistenza;

8. Non fatevi abbagliare dalle promozioni 3 pezzi 5 euro sono prodotti di scarsa qualità;

9. Acquistate sempre locale e soprattutto artigianale, avrete la possibilità di usare mangiare prodotti di qualità e aiutare le imprese della zona;

10. Se vi dilettate a fare leccornie in casa state attenti al tipo di uova, acquistate sempre quelle con il codice a barre che identifica la provenienza e prediligete quelle ad allevamento a terra.

Anna Tita Gallo

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