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clean airIn Australia un’azienda inscatola e vende aria fresca destinata a chi popola le aree più inquinate della Cina. Non è fantascienza, è la “Green & Clean Air”, fondata da John Dickinson e Theo Ruygrok.

L’aria viene prelevata da una serie di location iconiche come le Blue Mountains e la Tasmania. L’azienda si è anche ingrandita fino ad offrire aria proveniente dalla Nuova Zelanda. A circa 20 dollari australiani le latte sono comunque soprattutto un prodotto simbolico. E costoso.

Ogni lattina contiene 130-140 respiri profondi. Si misura così la quantità di aria contenuta perché il kit comprende anche una mascherina per inalarla. L’azienda presenta l’aria proveniente da zone diverse sostenendo che ognuna ha un suo sapore particolare: quella prelevata in spiaggia dovrebbe sapere di brezza marina, quella di montagna di eucalipto e via dicendo.

Naturalmente, anche se il target di acquirenti è cinese, sono i turisti i veri compratori, tutti coloro che al momento di tornare a casa dopo una vacanza in Australia vogliono portarsene via un pezzetto. E comunque le confezioni si possono comprare anche online.

Tutto è nato però realmente dalla Cina, dove Ruygrok è stato un anno fa e dove ha constatato con stupore quanta differenza ci fosse nella qualità dell’aria. Da qui, l’idea di portare in Cina un’aria diversa, quella australiana, sicuramente più pulita. La tecnologia alla base delle lattine è la “mobile air-farming” e serve appunto a riempirle di “respiri”.

Non è peraltro la prima azienda che tenta di vendere alla Cina aria pulita, là dove l’inquinamento uccide circa 4 mila persone al giorno. È anche un modo per sensibilizzare l’opinione pubblica, gli stessi ambientalisti usavano aria in scatola nelle loro manifestazioni. Ma si tratta soprattutto di prodotti che diventano case history per gli esperti di marketing. Prodotti che in commercio esistono già da tempo.

Ricordate l’Air de Montcuq? Al momento sul sito Web non è possibile acquistare i barattoli – brutto segno o solo sito in manutenzione? – ma il giovane francese che aveva provato a vendere aria aveva raccolto grazie al crowdfunding mille ordini in sole 3 settimane, un margine di profitto del 60% e migliaia di euro di guadagni, vendendo quei barattoli a 5,5 euro l'uno.

airdemontcuq

Anna Tita Gallo

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