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busta biodegradabile

Avani, un’azienda di Bali, ha deciso di agire direttamente per ridurre l’inquinamento causato dalla plastica, senza aspettare un cambiamento di comportamento da parte dei consumatori.

Ha dunque deciso di progettare una busta di plastica compostabile non solo ecologica ma talmente naturale da risultare addirittura commestibile. Secondo l’azienda, questa nuova busta si potrebbe mangiare e persino bere dopo averla disciolta in acqua calda.

La società ha deciso di puntare al cambiamento quando si è resa conto del crescente inquinamento causato dalla plastica che sta rovinando le spiagge di Bali.

Secondo la compagnia Avani non possiamo più perdere tempo ad attendere che i cittadini smettano di abbandonare i rifiuti sulle spiagge, bisogna invece andare incontro direttamente alle necessità delle persone, fornendo loro delle buste che non siano inquinanti.

Le buste di plastica sono tra le maggiori responsabili dell’inquinamento delle spiagge e degli oceani. Possono richiedere decine se non centinaia di anni per scomparire del tutto. Ogni anno secondo le stime 1 milione di animali muoiono dopo aver ingerito una busta di plastica.

Dunque l’azienda ha deciso di iniziare a produrre buste realizzate con amido di cassava (manioca) e resine naturali, senza utilizzare prodotti derivati dal petrolio. Queste buste si biodegradano completamente nel giro di 3 o al massimo 6 mesi, a seconda delle condizioni del suolo e non lasciano residui tossici nel terreno. Inoltre si dissolvono completamente nell’acqua calda.

Secondo l’azienda queste buste sono sicure anche per gli animali e non inquinano l’acqua, nemmeno quando si tratta di acqua potabile per uso umano.

L’azienda spiega che queste buste possono finire direttamente nelle discariche ed essere interrate. I microrganismi presenti nel terreno le faranno scomparire completamente senza lasciare residui.

Una borsa completamente biodegradabile costa solo pochi centesimi in più rispetto a una comune busta di plastica.

La posizione dell’azienda è molto chiara per quanto riguarda la ricerca di un’alternativa alle buste di plastica non biodegradabili, ma il problema è che purtroppo ci troviamo di nuovo di fronte a un sacchetto usa-e-getta che di certo non contribuirà a cambiare in meglio i comportamenti dei consumatori, già ampiamente abituati alla breve durata dei sacchetti per la spesa.

Inoltre nessuno garantisce che queste buste una volta arrivate in discarica vengano smaltite correttamente ovunque ci si trovi. Il mondo cambierà davvero quando tutti riusciranno a non lasciare nessuna traccia alle proprie spalle dopo aver utilizzato un sacchetto per la spesa.

Da questo punto di vista, rispetto ad una busta che permane nell’ambiente almeno per qualche mese dopo l’uso, l’opzione migliore è ancora rappresentata dalle sporte per la spesa durevoli e riutilizzabili. Le aziende in costante ricerca di novità dovrebbero pensarci un po' su.