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pizzaÈ realizzato in cartone microonda, presenta delle nuove fessure laterali che fanno uscire il vapore ma impediscono all'aria di entrare, e si può dividere in due parti, in modo da essere più idoneo al riciclo. Ecco il prototipo del nuovo contenitore salvapizza, presentato in questi giorni da un consorzio di operatori del settore, che in collaborazione con Comieco ha preparato quello che si può definire “salvapizza di nuova generazione”.

Non è un caso che questo contenitore sia stato presentato in questo periodo: l'estate favorisce il consumo di cibi facili, veloci e leggeri, fra i quali la pizza risulta essere uno degli alimenti principali. In più, l'occasione dei Mondiali di calcio, anche se per la nazionale italiana è andata male, non impedisce agli italiani di aumentare il consumo di pizza.

Secondo un recente sondaggio, condotto dalla AstraRicerche per Comieco (il Consorzio nazionale per il recupero e il riciclo degli imballaggi a base cellulosica), la cena a base di pizza fra le mura di casa è un'abitudine irrinunciabile per nove italiani su 10. Logico, quindi, pensare a dei contenitori in grado di salvaguardare la pizza anche rispetto alle priorità indicate dai consumatori: dai tempi di consegna alla velocità nell'ordinazione. Si vuole, insomma, mantenere intatta la fragranza dell'alimento italiano più famoso nel mondo. Il nuovo contenitore nasce da queste esigenze.

Il “salvapizza” progettato dal Comieco in collaborazione con la IPI – Gruppo Seda, Future Brand, Enzo Coccia Maestro Pizzaiolo, Annalisa SpA e Antico Molino Caputo, è stato realizzato in cartoncino microonda con l'utilizzo di carte vergini stampate a inchiostro alimentare.

Delle fessure, sistemate ai lati dell'involucro, consentono alla pizza di “respirare” favorendo la fuoriuscita del vapore ma, allo stesso tempo, impediscono l'entrata all'aria esterna. In questo modo, il profumo e la fragranza della pizza vengono mantenuti.

L'aspetto eco friendly del nuovo contenitore arriva dalla possibilità di riciclo. Il cartone, infatti, è stato sagomato in maniera da consentirne il taglio in due parti. Il lato superiore – quello, per intenderci, che non viene imbrattato dal sugo e dalla mozzarella – può, così, essere separato e “archiviato” nella carta da riciclo. Anche gli involucri per la pizza, dunque, prendono sempre più piede nel settore del green packaging.

Questo è un procedimento significativo: nel sondaggio, infatti,è emerso che, se quattro consumatori su cinque utilizzano il cartone della pizza come “piatto”, per il 76 per cento il contenitore viene buttato nella raccolta differenziata.


Piergiorgio Pescarolo

GreenBiz.it

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