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airbnbtripsAirbnb ha lanciato Trips: da oggi non solo affitti ma veri e propri pacchetti turistici sotto forma di esperienze grazie ad una community che li crea. Per ora la novità è fruibile in 12 città in via sperimentale, compresa Firenze.

Londra, Los Angeles, San Francisco, Miami, Detroit, Parigi, L’Havana, Tokyo, Nairobi, Città del Capo e Seul: ecco le città scelte per il lancio di Airbnb Trips, presentata ufficialmente il 17 novembre scorso.

Il turismo degli ultimi anni è incarnato da una parola chiave: “esperienza”. E Airbnb lo sa bene. La piattaforma non mette più in vetrina soltanto stanze ma anche proposte che vengono confezionate da chi vive nelle mete turistiche.

In altre parole, sono gli utenti a diventare guide turistiche, basti pensare a pacchetti con lezioni di burlesque, degustazioni. E nella nostra Toscana si va a caccia di tartufi.

Non mancano i tour dell’orrore o quelli su famose scene del crimine.

Potrebbe essere un colpo non da poco per le classiche agenzie di viaggi, così come per gli hotel lo sono stato gli affitti di Airbnb che consentono ai cittadini di offrire un servizio non comparabile a quello degli alberghi ma sicuramente competitivo, una validissima alternativa per i viaggiatori. Proprio per questo, come sappiamo, sono state introdotte restrizioni varie (a New York ad esempio), ipotesi che ci spinge a pensare che anche per Airbnb Trips potrebbero esserci presto regolamentazioni severe per evitare che qualcuno approfitti dei minori vincoli – di tassazione in primis – concessi dalla piattaforma.

Da parte sua, Airbnb offre comunque sistemi che consentono di verificare l’autenticità dei profili e, se non altro, resta abbastanza sicura per i viaggiatori in cerca di alloggi e per chi offre appartamenti e ha bisogno di garanzie sulla qualità degli inquilini, garanzie che sicuramente hanno contribuito a massimizzare il successo di Airbnb e a renderlo un serio competitor degli hotel tradizionali.

Anna Tita Gallo

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