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nutella globalizzazioneNutella, secondo l’Ocse è il miglior esempio di globalizzazione al mondo. Insomma, la famosa crema a base di cacao, nocciole e olio di palma sarebbe un vero e proprio simbolo dell’Italia nel mondo, nonché un esempio di successo economico e di vendite per un prodotto ideato in nel nostro Paese, i cui ingredienti base provengono però da altri Paesi europei e extra-europei.

Ma il successo di Nutella e Ferrero può essere realmente un vanto per l'Italia e il Made In Italy?

“Che mondo sarebbe senza Nutella?”, recita così uno degli slogan più famosi legati alla crema spalmabile. Ora è giunto il momento di riflettere sul fatto che senza il “mondo” la stessa Nutella molto probabilmente non esisterebbe. La produzione della Nutella si basa infatti su ingredienti provenienti da almeno tre continenti.

Ferrero è di base un’azienda italiana, ma in Italia si trova soltanto poco più della metà dei nove stablimenti, per un totale di cinque. Le altre quattro fabbriche Ferrero sono sorte in Australia, Sudamerica, Nordamerica e Russia. Ecco probabilmente perché l’Ocse parla di un esempio di globalizzazione ben riuscito. Del Made In Italy, per quanto riguarda gli ingredienti utilizzati per ottenere il prodotto, non è rimasto quasi nulla.

Persino le nocciole, tra gli ingredienti principali, non sono italiane, ma provengono dalla Turchia. Eppure la nascita del prodotto è stata ispirata dalla tradizionale crema di nocciole del Piemonte. Difficile ormai parlare della Nutella come di un vero e proprio prodotto italiano, se pensiamo ai luoghi di origine degli ingredienti: olio di palma dalla Malesia, cacao dalla Nigeria, zucchero dal Brasile e vanillina dalla Francia. Gli stablimenti di produzione della nota crema sono collocati nel mondo dove la richiesta del prodotto risulta maggiore.

mappa ferrero

L’Ocse la considera un prodotto di punta per quanto riguarda la catena di valore nel settore agroalimentare e lo cita proprio in tal senso all’interno del proprio documento “Mapping global value chains”. La strategia di Ferrero appare chiara: puntare sui Paesi in cui il prodotto ha più successo per accrescere la produzione. Ecco che risultano assenti fabbriche del prodotto in Asia, dove la domanda sarebbe molto scarsa.

Impossibile parlare di Nutella “italiana”, ma piuttosto di Nutella “globale”, dato che l’unico ingrediente reperito su scala locale da Ferrero sarebbe il latte scremato. Ogni anno nel mondo vengono prodotte almeno 250 mila tonnellate di Nutella, vendute in 75 Paesi. Ferrero è ormai una multinazionale (consulta la mappa online).

I prodotti il marchio di Ferrero sono immediatamente riconoscibili nel mondo, al pari di Coca Cola o McDonald’s. Nutella ha di certo ottenuto un successo strabiliante su scala mondiale, ma a quale prezzo? Ricordiamo in proposito gli effetti negativi della globalizzazione, a partire dalla corsa alla crescita economica e al guadagno facile delle mutlinazionali, senza tenere conto del rispetto dell’ambiente e dei lavoratori.

Ferrero terrà fede ai propri impegni e alle proprie promesse, con obiettivi da raggiungere entro il 2014 e il 2020, per quanto riguarda la certificazione di sostenibilità per materie prime come cacao e olio di palma, la riduzione delle emissioni inquinanti e la salvaguardia dei diritti umani?

Marta Albè

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