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pokemon go schermataPokémon Go continua ad essere il trend del momento. Gli utenti che hanno scaricato l’app e si aggirano le città a caccia di personaggi sono già decine di milioni.

E le aziende tentano come possono di sfruttare la popolarità del gioco, non sempre mostrando competenze superlative in quanto a marketing e creatività.

L'app - che funziona combinando realtà aumentata e Gps - è diventata popolare in pochissimi giorni, una vera mania che purtroppo ha già fatto registrare persino incidenti automobilistici dovuti alla distrazione dei guidatori che prestavano più attenzione al proprio smartphone che alla propria vettura.

Alcuni esercizi commerciali hanno dovuto adottare inviti espliciti a non entare se mossi dalla pura intenzione di cercare Pokemon e non in veste di cliente (ma è una mossa azzeccata?).

Luoghi come l’Holocaust Memorial Museum di Washington sono stati costretti a ricordare la propria sacralità, che mal si sposa con visitatori del tutto disinteressati ai contenuti del museo e perennemente concentrati sullo schermo del cellulare.

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C'è chi ha lasciato il lavoro per viaggiare a caccia di Pikachu e compagni, convinto peraltro che l'app aiuti molte persone ad uscire di casa per socializzare. I sociologi potranno anche confermare questa teoria, ma è evidente che il gioco stia degenerando.

Da parte loro, molte aziende e molti luoghi di interesse come musei o attrazioni turistiche, soprattutto quelli più piccoli e meno in grado di promuovere i propri servizi (per via di budget spesso poco cospicui o per via di strategie di comunicazione poco efficaci), hanno tentato di cavalcare l’onda del successo dell’app con il semplice invito agli utenti di cercare Pokémon da loro.

Un semplice invito che può anche funzionare, ma povero dal punto di vista dell’originalità nella maggior parte dei casi. Un utente sceglierebbe un hotel solo per cercare Pokémon? Forse sì, ma le variabili che influenzano la scelta sono molteplici e una di queste può essere anche un invito declinato in maniera più creativa.

Non a caso, in questi giorni, se i richiami ai Pokémon nella comunicazione delle aziende sono centinaia, non tutti riescono a far sorridere o a connotarsi di quella creatività tipica del social media management di un certo livello. Qualcuno per fortuna sì.

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Ma intanto Pokémon Go pare si appresti a diventare proprio un terreno di business per le aziende, che potranno investire per diventare luoghi sponsorizzati. In altre parole, palestre, musei o bar diventeranno posti dove recarsi a caccia di Pokémon. Al momento, per chi ha familiarità con l’app, esistono i PokeStop, e le Palestre dove prende vita la battaglia tra utenti.

Queste ultime potrebbero diventare luoghi virtuali dove le aziende – ma solo quelle più creative – potranno tentare di farsi notare con mosse di marketing ad hoc, pagando un compenso a Nintendo. Naturalmente anche adesso, i Poke Stop che il gioco seleziona possono sfruttare questa visibilità per costruire una strategia, ma in quanti sono preparati per farlo? Non molti, visto che al momento appunto si incontrano soprattutto inviti fotocopia a cercare Pokémon.

In molti allora si chiederanno come sfruttare il trend. Ebbene, purtroppo è questione di creatività. Basterebbero un menu o uno sconto particolare per gli utenti che entrano a cercare Pokémon, o un hashtag con cui connotare le foto dei giocatori scattate in un certo luogo. Le possibilità sono infinite, come dimostra l’idea immediata di una startup Usa, la LureDeals, che punta a trasformare i giocatori in clienti, pagandoli di fatto per richiamarne altri e ricavando profitti ovviamente dalle aziende che vogliono approfittare dell’app del momento.

Funziona così: le aziende si iscrivono su LureDeals e indicano la fascia oraria in cui vale una certa promozione ad hoc. Gli utenti invece possono puntare a quell’offerta o a una ricompensa vera e proprio se arrivano sul luogo per primi e attivano un Aroma, cioè quella funzione che consente di chiamare a raccolta i Pokémon per mezz’ora in un dato posto perché siano catturati più facilmente. Pare che gli esercizi commerciali che hanno utilizzato LureDeals abbiamo visto crescere i ricavi del 10-20% durante le promozioni.

Anna Tita Gallo

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