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lituania pellicce 2Alcuni poster sono comparsi a Vilnius, in Lituania, a novembre. Fanno sorridere ma il loro intento è soprattutto quello di far riflettere sulle condizioni degli animali sfruttati per realizzare pellicce. A creare questi poster sono stati gli attivisti di "Tušti narvai” (Gabbie aperte), un’associazione a difesa degli animali.

Il loro proposito non era soltanto quello di mostrare, ancora una volta, la solita immagine di un animale in gabbia, sulla falsa riga di campagne già viste e ormai poco capaci di attirare l’attenzione come vorrebbero. Secondo l’associazione ci sono altri modi, ben più efficaci, di ricordare alle persone che è meglio non comprare capi con inserti in pelliccia animale.

Perché? Semplicemente perché sfoggiare pellicce vere è una scelta datata e fuori moda.

La fortuna dell’associazione è anche stata quella di riuscire a trovare copyrighter professionisti che hanno offerto il loro aiuto a costo zero per confezionare un visual di sicuro impatto.

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 Un sondaggio rivela alcuni dati che ci consentono di capire meglio in quale contesto è stato diffuso il messaggio. In Lituania oltre 2 mln di animali vengono uccisi per ottenerne la pelliccia. Ci sono molte fabbriche specializzate nel confezionamento di abiti che la utilizzano, ma di queste aziende il 58% dei cittadini aveva un’opinione negativa. Dati più recenti, ottenuti mentre i poster erano visibili per le strade, mostrano una percentuale in salita fino al 67% grazie all’opinione di chi abita proprio a Vilnius, dove appunto i poster sono stati mostrati. La campagna, a quanto pare, ha centrato il suo obiettivo.

Anna Tita Gallo

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