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hera bilancioNel 2013 il 71,7% della produzione energetica elettrica e termica del gruppo Hera è avvenuto da fonti rinnovabili. È quanto emerge dal Bilancio di sostenibilità 2013 pubblicato sul sito del gruppo.

Sul versante della gestione del rifiuti, si legge nel documento, grazie allo sviluppo della base impiantistica al servizio del recupero e dei servizi concordati con le amministrazioni comunali, i rifiuti conferiti in discarica sono scesi al 16,4% (erano al 21% nel 2012 e al 49% nel 2002).

Un dato ampiamente inferiore non solo all'Italia (41%), ma anche alla media dei paesi europei (34%), spiega il gruppo. Il resto del rifiuto raccolto viene invece portato a recupero: o "di materia", tramite impianti di compostaggio e recupero/selezione (50,9%), o "energetico", tramite la termovalorizzazione (32,6%), si legge ancora nel bilancio.

Sul versante finanziario, grazie sia al contributo di AcegasAps che alla crescita organica della sola Hera, il valore aggiunto globale lordo prodotto è stato di 1.372 milioni (+27,6% sul 2012). Di grande importanza la ricchezza distribuita nel 2013 al territorio, salita a 1.996 milioni contro i 1.698 milioni dello scorso anno(+17,6%).

Anche la ricaduta occupazionale del gruppo Hera è di tutto rilievo. Complessivamente, fra lavoratori diretti (8.294) e indiretti (5.278 dipendenti dei fornitori del Gruppo) l'occupazione totale ammonta a 13.572 unità.

Si confermano in tenuta tutti gli indici relativi alla qualità dei servizi erogati, che hanno consentito all'indice di soddisfazione della clientela residenziale rispetto ai servizi forniti (calcolato con metodologia uniforme nel tempo da una società terza) di salire da 73 a 75 punti su 100(il dato non contempla ancora AcegasAps).

hera sos

Nel frattempo continuano le polemiche sull'ingresso, in Hera, dell'azienda multi servizi Amga di Udine. La fusione per incorporazione, deliberata da Hera lo scorso mese di gennaio, è stata approvata il 14 scorso, tra le polemiche, anche dal Consiglio comunale di Bologna. Il caos è infatti scoppiato in particolare sul rapporto di cambio delle azioni delle due società e ha portato all'approvazione della delibera con il solo voto del Pd.

A mettere in allarme la città di Bologna è la possibilità che, dopo la fusione, Hera, anziché continuare a svolgere il ruolo di azienda che eroga servizi al suo territorio, possa investire soldi ed energie nell'ampliare il suo raggio d'azione. Secondo i contrari alla fusione le risorse economiche che derivano dalle bollette pagate dai cittadini di questa Regione verranno infatti usate per il territorio udinese invece che continuare a rimanere nella zona.

Per leggere il documento e consultare i grafici intereattivi clicca qui

Rosamaria Freda

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