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Carslberg: risparmio emissioni CO2 come 300 volte Piazza Duomo

  • Scritto da Roberta Ragni

CarlsbergItalia CatenaProduttivaCarlsberg Italia ha raggiunto e superato tutti i target ambientali di miglioramento fissati per il 2013 dal Gruppo Carlsberg in particolare per lo stabilimento di Induno Olona, facendo segnare risultati positivi in tutti i principali parametri: consumi di metano, elettricità e acqua, produzione complessiva di rifiuti e percentuale di questi ultimi avviata al riciclo, che ha raggiunto il 99,49% (+1%).

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Taglio emissioni CO2 per Nissan. Il report di sostenibilità 2014

  • Scritto da Roberta Ragni

immagineNel 2013, Nissan ha ridotto le emissioni di CO2 derivanti dalle attività aziendali a livello globale, nonostante l'aumento della produzione di veicoli del 5,1%. Il taglio del 2,0% delle emissioni di CO2 ottenuto durante l'anno è un ottimo passo avanti verso l'obiettivo dell'azienda di arrivare entro il 2016 a ridurre del 20% le emissioni rispetto al 2005, come stabilito dal piano d'azione ambientale a medio termine Nissan Green Program 2016 (NGP2016).

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Ecopneus nella green economy: gli impatti del recupero dei Pneumatici Fuori Uso (Infografica)

  • Scritto da Roberta Ragni

immagineEmissioni per 347 milioni di tonnellate di CO2 equivalenti evitate grazie all'utilizzo di gomma riciclata al posto di gomma vergine, 3,2 miliardi kWh di energia risparmiata; 1,3 milioni di m3 acqua non consumata nel ciclo produttivo della la produzione di gomma vergine, dell'acciaio e degli altri componenti del pneumatico.

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Heineken presenta i risultati 2013 del suo piano di sostenibilità

  • Scritto da Anna Tita Gallo

heineken logo 450Heineken Italia ha presentato i risultati del 2013 a livello nazionale ottenuti con il piano di sostenibilità “Brewing a Better Future (“Fermentare un futuro migliore”), con cui punta a diventare il produttore di birra più green al mondo entro il 2020. Sono 4 le priorità del piano.

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Unilever: meno emissioni, meno sprechi. La sostenibilità passa per i consumatori? (VIDEO)

  • Scritto da Marta Albè

unilever sostenibilitàL’impatto ambientale dei prodotti Unilever è cresciuto del 5% nel corso degli ultimi 5 anni. Come superare il problema? La multinazionale ha pensato di coinvolgere in consumatori in una nuova strategia “green”, che li invita, ad esempio, ad utilizzare meno acqua ed energia per fare la doccia.

Unilever, negli scorsi giorni, ha pubblicato un nuovo aggiornamento del proprio ambizioso Sustainability Living Plan, attraverso cui mira a dimezzare l’impatto dei gas serra dei propri deodoranti, degli alimenti dei detergenti e di altri prodotti entro il 2020. L’impegno sostenibile dell’azienda continua dunque, almeno a parole, dopo il raggiungimento dell'obiettivo Zero Waste per gli stablimenti europei.

Il report più recente rivela che l’azienda avrebbe raggiunto alcuni buoni progressi, a partire ad esempio da una riduzione delle emissioni di Co2 dei propri processi produttivi pari al 32% rispetto al 2008. Inoltre, Unilever ha incoraggiato l’installazione di tecnologie pulite avanzate e un maggior impegno per il rispetto dell’ambiente da parte dei lavoratori.

La compagnia si starebbe inoltre impegnando per ridurre le emissioni dei veicoli per il trasporto merci e degli strumenti per la refrigerazione. Nonostante gli sforzi, l’impatto ambientale delle emissioni calcolate per ogni consumatore sarebbe cresciuto del 5% dal 2010. L’azienda ha dunque deciso di stimolare la clientela all’acquisto di prodotti e strumenti che possano aiutarli a ridurre le emissioni di gas serra durante il bagno e la doccia entro il 2015.

L’inquinamento, dunque, non sarebbe tanto dovuto alla multinazionale stessa e ai prodotti proposti, quanto alle abitudini dei consumatori? Secondo Unilever, ben due terzi dell’impatto ambientale della propria filiera produttiva sarebbe da imputare all’utilizzo dei prodotti da parte di coloro che li acquistano. Intervenire sui comportamenti abituali dei consumatori per Unilever ora rappresenterebbe la missione più difficile.

Unilever dunque vuole puntare soprattutto sul ruolo dei consumatori nella riduzione dell’impatto ambientale in fase di utilizzo dei prodotti? In effetti avevamo avuto proprio questa impressione in occasione del workshop dedicato alla sostenibilità aziendale e rivolto ai ragazzi delle scuole organizzato da Giornalisti nell’Erba, a cui GreenBiz.it ha partecipato lo scorso 3 aprile, con la presenza della "nostra" Roberta Ragni.

La multinazionale, più che su una maggiore attenzione ai processi produttivi, nel nuovo piano di sostenibilità appare rivolta innanzitutto al consumatore, con particolare riferimento alla fase finale di vita del prodotto, al suo consumo e al suo smaltimento. In occasione del workshop, Matteo Iegri, brand manager di Unilever, aveva sottolineato che “è necessario cambiare le abitudini di consumo, perché è proprio in quel momento che si attua la maggiore dispersione di risorse nell’ambiente”.