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mcdonalds campagna trasparenzaMcDonald’s ha dato il via ad una campagna di trasparenza che probabilmente non servirà a salvare la multinazionale dalla pessima reputazione internazionale che riguarda gli ingredienti utilizzati nei fast food e i menù ipercalorici proposti.

È facile definire la campagna Our Food. Your Questions come un boomerang che si ritorcerà contro McDonald’s. D'altronde era già successo nel 2012 con l'hashtag #McDStories.

CONFESSIONI PERICOLOSE - Perché? Semplicemente perché, ad esempio, la multinazionale ammette candidamente che la maggior parte degli animali da allevamento scelti per ricavare la carne vengono trattati con ormoni. Un aspetto di cui i consumatori potevano già essere praticamente certi, dato che l’abuso di farmaci, antibiotici e ormoni negli allevamenti avviene di routine soprattutto negli Stati Uniti.

Dire la verità fino in fondo – se è davvero così – non sempre porta ad essere più amati. McDonald’s in questo modo non conquisterà certo la fiducia di quella fascia della popolazione che evita i fast food, cioè tutti coloro che sono alla ricerca di un piatto preparato con ingredienti salutari per un pranzo o una cena fuori casa.

I CONSUMATORI NON CI STANNO - McDonald’s ha annunciato di aver intrapreso un grande impegno di trasparenza proprio con questa campagna. Ma tutto il mondo conosce la popolare catena di ristorazione come fonte di cibo di scarsa qualità, di piatti prodotti su larga scala senza lesinare sull’impiego di additivi, conservanti e grassi idrogenati.

L’impegno di trasparenza potrebbe risultare ben visto da coloro che si servono abitualmente presso uno dei numerosi fast food del pianeta, ma una migliore strategia che avrebbe condotto McDonald’s verso il cambiamento avrebbe dovuto basarsi su impegni dedicati alla sostenibilità e alla salute.

Quindi non serve ammettere la presenza di ormoni nella carne utilizzata per preparare gli hamburger. Sarebbe piuttosto necessario dare inizio a nuove politiche per la scelta degli ingredienti da introdurre nei menù.

LA STRATEGIA SOCIAL - La multinazionale ha creato una piattaforma online per rispondere alle domande dei consumatori. Non si tratta però di una sincera operazione di trasparenza, ma del tentativo di convincere la clientela di presunte pratiche virtuose da cui in realtà la multinazionale è ancora molto lontana.

Il colosso alimentare sta incoraggiando le persone a porre domande attraverso il sito web, Twitter (tweet @McDonalds), Facebook e YouTube:

È GIA' SUCCESSO... - E non è nemmeno la prima volta che l'uso di Twitter per fare marketing si rivolta contro la multinazionale. Già nel 2012 la campagna #McDStories, che invitava i clienti a condividere le loro "storie di McDonald's" era stata sospesa prematuramente. Gli utenti, infatti, avevano iniziato a condividere le loro esperienze negative nei fast food della catena. E, a quanto pare, alla nuova iniziativa social potrebbe presto toccare la stessa sorte. Staremo a vedere.