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pigiamaAssalto al Mc Donald’s per una colazione gratis. Unica condizione: presentarsi in pigiama.

Complice l’hashtag #imlovinit, la campagna globale è stata lanciata in tutto il mondo: il 24 marzo, per 24 ore in 24 Paesi. Ed è stato un successo.

Lanciamo quindi una provocazione. Perché per le aziende vegan, bio, o le associazioni ambientaliste non è sempre così semplice ottenere simili dimostrazioni di affetto? Cosa manca per richiamare la folla con un banale invito?

CELEBRARE LA GIOIA DI VIVERE - Sicuramente il target più rappresentato è stato quello dei teenager che si sono presentati prima di andare a scuola, o che l’hanno saltata. Ma anche mamme e papà con i loro figli, segno che Big Mac, Happy Meal e patatine sono un prodotto simbolo non solo per gli adolescenti.

L’obiettivo, secondo Emanuela Rovere, direttore marketing di McD’s è “celebrare la gioia di vivere”. In realtà è la dimostrazione palese di quanto sia stato efficace il marketing aziendale. Non mancavano lettoni matrimoniali e arredamenti da camera da letto, set perfetto per i selfie di questi clienti mattinieri che hanno poi invaso i canali social.

Oltre alla colazione gratuita, è stata offerta una card valida per un mese e che dà diritto a ricevere altri breakfast senza sborsare un centesimo.

LA POTENZA DEL MARKETING – Tralasciamo per un attimo – come hanno fatto tutti i clienti che si sono assiepati all’entrata dei vari McD’s – quanto di poco salutare ci possa essere nei menu che ben conosciamo. È stato un evento virale, un evento mediatico, che è diventato notizia e ha fatto il giro dei social network.

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In nome di cosa? In nome della gioia di vivere. Riflettiamo bene: se il nostro vicino di casa, il comitato di quartiere o il nostro fruttivendolo di fiducia ci invitassero a scendere in piazza per “celebrare la gioia di vivere” noi lo faremmo? Probabilmente no, oppure ci penseremmo molto bene prima di farlo, soprattutto se questo implica uscire di casa in pigiama. Chi si è presentato da McD’s non ci ha pensato 2 volte invece.

È questa la sua forza. Il brand è talmente parte della vita dei clienti che questi non esitano a condividere la felicità di esserci, senza assolutamente riflettere su quanto di poco positivo ci sia stato e c’è nel cibo e nella filosofia dei fast food. Emerge anzi il lato virtuoso delle persone, sono stati in molti a regalare la propria card ai senzatetto.

SOLO MCD’S RIESCE? – Quest’ultimo comportamento ci porta a pensare che le persone sanno rendere concreti valori molto profondi. Perché allora chi opera tutti i giorni per diffonderli non riesce a trascinare con la stessa facilità la folla in piazza? È vero, si susseguono manifestazioni contro l’inquinamento, contro la violenza sulle donne, contro alcune scelte del governo, ma tutto tende a spegnersi inesorabilmente, ci resta dentro per poche ore, poi si affievolisce anche se sosteniamo con fermezza quei valori.

La voglia di andare da McD’s genera invece più voglia di andare da McD’s. Come mai? Per intenderci, anche IKEA, ad esempio, aveva lanciato l’idea della colazione gratuita, tutti amiamo IKEA, ma non c’è stato così tanto clamore.

ikeagratis

Per non parlare di quanto accade a livello di aziende o punti vendita non così noti: se queste iniziative conquistano qualche titolo sui quotidiani è già molto. Eppure ci sono esempi clamorosi di come una veste rinnovata, un’iniziativa che profuma di modernità, un occhio in più verso le strategie di marketing potrebbero fare la differenza e permettere ad aziende e prodotti di far breccia nella mente e soprattutto nel cuore delle persone. Ne citiamo soltanto uno: i Veggie Snackers della Bolthouse Farms, carote e ortaggi travestiti da junk food. È questa la strada da seguire.

veggiesnackers

Anna Tita Gallo

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