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fashion sustainability 0Il mondo della moda sta imparando a fare i conti con la sostenibilità. I marchi del settore mostrano un'attenzione crescente nei confronti della corporate social responsability e lanciano sempre più spesso iniziative per diminuire il proprio impatto ambientale, tutelare la salute dei consumatori e rendere più etica la catena di produzione.

Questa graduale assunzione di responsabilità è la conseguenza di una serie di fattori diversi e concomitanti, a partire da campagne d'opinione che hanno avuto grande risonanza (come Detox di Greenpeace), passando per l'impegno personale un numero sempre più numeroso di creativi, fino ad arrivare alla diffusione nuove tecnologie e di innovazioni importanti, che cambiano abitudini, procedure e materiali, rendendo l'industria della moda ogni giorno un po' più green e sostenibile.

Ecco, ad esempio, 7 nuove tecnologie e innovazioni che si stanno gradualmente affermando e che possono rivoluzionare in senso etico il mondo della moda:

1. La colorazione senza acqua

Negli ultimi anni si è affermato, grazie al sostegno di brand di fama internazionale, un processo di tintura degli indumenti che abbatte il consumo di acqua: quest'ultima, infatti, viene sostituita da anidride carbonica "riciclata", escludendo l'utilizzo di additivi chimici. Tra i marchi che hanno abbracciato questa innovazione, inserendola nel proprio ciclo di produzione, c'è Nike, che un anno fa ha inaugurato una linea di prodotti ColorDry.

2. Le eco-fibre

La sostenibilità non può prescindere dalla scelta dei materiali: è proprio in questo campo che la ricerca gioca un ruolo fondamentale, in virtù della sua capacità di offrire alternative ecologiche e a basso impatto ambientale alle fibre tradizionali. Un esempio interessate è il guayule, una gomma naturale derivata da una coltura non alimentare e il cui processo di produzione è particolarmente "pulito". Il guayule potrebbe essere la prima alternativa al neoprene, la gomma sintetica ad altissimo impatto ambientale che viene utilizzata, tra gli altri, anche nell'abbigliamento sportivo, ad esempio per realizzare tute da surf e mute da sub.

3. Tessuti innovativi dal riciclo della plastica

Sempre restando nell'ambito di materiali originali e innovativi, marchi come Levi's, Nike e North Face hanno puntato su tessuti ottenuti dal riciclo della plastica delle bottiglie. Per quanto riguarda Levi's, i jeans della collezione Waste‹Less comprendono il 20% di microplastiche derivate dal riciclo di bottiglie e vaschette alimentari in PET: i rifiuti in plastica vengono convertiti in una fibra di poliestere che viene successivamente mescolata alla fibra di cotone. Ogni pantalone così prodotto contribuisce allo smaltimento di circa 8 bottiglie in PET.

4. Le stampe digitali

L'impiego della stampa digitale sui tessuti consente di colorare e decorare gli abiti in modo più sostenibile, utilizzando il 95% di acqua in meno, consumando il 75% in meno di energia e minimizzando gli scarti di produzione. Alcuni stilisti, tra i quali Alexander McQueen, hanno già portato questa nuova tecnica sulle passerelle più glamour del mondo.

5. Un processo metal free per conciare le pelli

Un nuovo brevetto promette di rendere più sostenibile anche la lavorazione delle pelli: il nuovo processo conciario prevede l'utilizzo di agenti chimici "metal free" in grado di garantire un basso impatto ambientale, e apre nuovi scenari nel panorama dei concianti ottenibili da materie prime rinnovabili, introducendo una nuova classe di agenti non tossici e biodegradabili.

6. Sistemi e incentivi per favorire il recupero dei materiali

La sostenibilità passa anche per il recupero dei materiali, a partire dagli scarti di lavorazione, affinché non vengano dispersi nell'ambiente ma siano avviati correttamente al riciclo. Questa è la direzione in cui va Best Recycling, il marchio italiano che certifica il riuso di tutti gli scarti di lavorazione. Best Recycling è un'iniziativa di Waste Recycling SpA, azienda attiva nello smaltimento e trattamento dei rifiuti industriali. L'obiettivo è trattare tutti gli scarti di lavorazione prodotti dall'Alta moda per ottenerne materiali idonei al recupero.
Restando sempre nel campo del recupero e del riciclo, dall'altra parte dell'oceano Timberland, noto marchio delle calzature, ha ideato una linea di pneumatici riciclabili: quando gli pneumatici saranno troppo usurati e avranno esaurito il proprio ciclo di vita, la particolare gomma in cui sono realizzati potrà essere impiegata nella produzione di scarpe e stivali.

7. Tecnologie per monitorare l'eticità della catena di produzione

Alcuni tragici eventi di cronaca - dal disastro del Rana Plaza fino agli scioperi degli operai tessili in Cambogia, repressi nel sangue - hanno puntato i riflettori sull'insostenibilità della supply chain di numerosi brand di fama internazionale. Si tratta di casi di fronte ai quali il consumatore è troppo spesso impotente, non avendo la possibilità di conoscere l'origine degli indumenti che acquista. Per ovviare a questo problema sono nati strumenti quali Fair Trace Tool, che garantiscono la tracciabilità di ogni fibra tessile sin dall'origine. Attraverso la lettura di un codice QR applicato ai capi di abbigliamento, Fair Trace Tool permette al consumatore di conoscere le storie delle persone e delle comunità che, a vario titolo, hanno concorso alla realizzazione dell'indumento che acquista. Un'idea intelligente per rendere il processo di produzione più trasparente e premiare le aziende più etiche.

Lisa Vagnozzi

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