Menu

generation awake 000Generation Awake, la campagna di sensibilizzazione sull'efficienza delle risorse lanciata nel 2011 dalla Commissione europea, vuole far conoscere ad una platea più ampia tre modelli di business sostenibile che si muovono nell'ambito del recupero e del riciclo creativo dei rifiuti: l'azienda spagnola Lucirmas, la portoghese Pelcor e la rumena Upside Down.

Il tema scelto da Generation Awake per il 2014 è stato la corretta gestione dei rifiuti, con l'obiettivo di invitare i cittadini europei, e in particolare i più giovani, a riflettere sulle proprie abitudini di consumo e a comprendere il valore dei cosiddetti "scarti", promuovendone il riuso, lo scambio, il riciclo o l'upcycling, in un'ottica di economia circolare.

E proprio in questo ambito si muovono tre giovani e originali realtà imprenditoriali, tutte di matrice famminile, che valorizzano i rifiuti dando loro un'inaspettata seconda vita.

economia circolare 0

1) Lucrimas e il riciclo del vetro

Lucirmas è un'azienda spagnola con sede a Barcellona. Fondata nel 2010 dall'italiana Lucia Bruni, è specializzata nel riciclo di bottiglie di vetro, che vengono trasformate artigianalmente in lampade, lanterne, mobili, specchi o in piccoli oggetti, quali caraffe, portapenne e cucchiai. Ogni mese, circa 70-80 bottiglie di vetro - recuperate presso amici e conoscenti oppure nei ristoranti - acquisiscono una nuova forma e vengono destinate ad un nuovo utilizzo. Tutte le creazioni sono, a loro volta, rigorosamente riciclabili e la sostenibilità accompagna ogni passaggio, dalla gestione delle risorse nel corso della lavorazione fino al trasporto dei prodotti finiti.

lucirmas

2) Pelcor, suhghero "alla moda"

Pelcor è un'azienda portoghese fondata da Sandra Correia. Una decina di anni fa, dopo essere stata impegnata nell'azienda di famiglia, che produceva sughero, Correia ha avuto un'intuizione: trasformare il sughero in un materiale "alla moda", facendone la materia prima per accessori originali e innovativi. Il primo prodotto è stato un ombrello impermeabile, resistente e, nello stesso tempo, raffinato. Negli anni successivi hanno visto la luce anche borse, cinture, custodie per cellulari e tablet e cappelli, tutti accomunati da una produzione artigianale basata sulla sostenibilità dei diversi passaggi.

pelcor

3) Upside Down, l'incredibile nuova vita dei rifiuti

Upside Down, infine, è una realtà imprenditoriale rumena, cofondata da due donne, Andreea Zaharescu e Roxana Antochi, che dal 2013 trasforma vecchi banner pubblicitari, pneumatici e altri rifiuti tessili in accessori quali borse, portafogli, custodie per computer e copertine per libri. Anche in questo terzo e ultimo caso, la lavorazione è artigianale – facendo di ogni articolo un pezzo unico – e "sostenibilità" è la parola d'ordine che guida ogni fase del processo di produzione.

upside down

Lisa Vagnozzi

LEGGI anche

Rifiuti: verso un'economia circolare in Europa (#EUGreenWeek)

Generation Awake: l'UE lancia contest fotografico per i designer ricicloni

GreenBiz.it

Network