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pasta barilla 3dSembra giunto il momento di una vera e propria svolta tecnologica per l’industria alimentare. Le aziende produttrici di pasta diranno addio alla trafilatura al bronzo? Barilla sembra essere al primo posto dal punto di vista dell’innovazione nella produzione della pasta, con particolare riferimento al comparto del fresco.

Si tratta infatti della prima azienda del settore ad aver lasciato trapelare un’indiscrezione riguardo al possibile futuro della produzione di pasta, che potrebbe essere tridimensionale. Barilla starebbe infatti testando, con la società Tno di Eindhoven, la possibilità di utilizzare delle stampanti 3D proprio per la pasta.

Nei ristoranti prossimamente la pasta potrebbe essere stampata in 3D, grazie a stampanti tridimensionali di nuova generazione. Gli addetti alla ristorazione potrebbero preparare la pasta fresca all’istante, scegliendo i formati più insoliti. Certo, si tratterebbe di un distacco totale dalla tradizione, che potrebbe toccare non soltanto la ristorazione, ma anche la pasticceria.

Le prime prove potrebbero avere inizio negli Stati Uniti e in Olanda, presso i ristoranti o i locali monomarca che prevedono nei propri menu la pasta a marchio Barilla. Il progetto si troverebbe però ancora in fase preliminare, almeno secondo quanto riportato dalla stampa estera. Non mancano però i primi dubbi sull’utilizzo delle stampanti tridimensionali a livello alimentare, con particolare riferimento ai costi elevati e alla sicurezza nel loro impiego.

Uno dei prototipi per stampanti 3D utilizzabili per la pasta è stato presentato di recente da NaturalMachine, una start-up con sede a Barcellona. La macchina si chiama Fondini e sarebbe in grado di stampare la pasta fresca, come gnocchi e ravioli, ma anche biscotti, cioccolato e persino la pizza.

La pasta da stampare in 3D sarà una ricetta vincente per Barilla? Visti i costi elevati dei macchinari, un utilizzo casalingo delle stampanti 3D per la pasta appare al momento futuristico, ma potrebbe presto diventare realtà in alcuni punti di ristoro, proprio con Barilla in prima fila. Ci si chiede però se le nuove tecnologie non giungeranno a snaturare il prodotto originale, alimentando una vera e propria nostalgia per la pasta fatta in casa, rigorosamente a mano, nei consumatori più tradizionalisti.

Marta Albè

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