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beehivePer rendere efficiente il lavoro agricolo nelle più difficili zone rurali del mondo, un semplice trattore non basta. È necessario un veicolo multiuso, che non si occupi soltanto di arare i campi da coltivare, ma anche di trasportare i contadini e di produrre energia dove l'accesso alla rete elettrica è assente.

È nata così l'idea di Beehive, un macchinario che è molto più di un trattore e che potrà facilitare la vita di coloro che lavorano nelle aziende agricole di zone come l'India e che devono dunque affrontare l'alternanza di monsoni, con forti venti e piogge, e di periodi di siccità, che rendono il lavoro nei campi molto duro e laborioso.

Lo sviluppo agricolo di regioni come l'India potrebbe essere supportato dall'impiego di Beehive, il cui concept è nato da un'idea di J. J. Harvey, un progettista che si è laureato di recente presso l'Art Center College of Design di Pasadena, in California. Beehive è stato progettato come un veicolo multiuso, in grado di garantire sia il trasporto di 10 passeggeri alla volta, sia la possibilità di impigarlo come un potente macchinario per la lavorazione dei terreni agricoli.

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Inoltre, potrà essere dotato di un motore in grado di trasformarsi, al momento del bisogno, in un generatore di energia elettrica. L'ideatore di Beehive ha deciso di coinvolgere nel progetto l'azienda EcoMotors, con sede in Michigan, che sarà in grado di fornire dei motori ad elevata efficienza energetica.

Secondo gli auspici di J. J. Harvey, Beehive permetterà agli agricoltori indiani di occuparsi dei propri terreni durante la stagione umida, rimanendo al riparo dalle piogge, e di facilitare lo svolgimento dei lavori all'interno delle aziende agricole indiane lungo tutto il corso dell'anno.

Marta Albè

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