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divest moreland 00Moreland, una municipalità dell'area metropolitana di Melbourne, nello Stato australiano di Victoria, ha appena messo al bando le fonti fossili, andando ad aggiungersi alla lista sempre più lunga delle città che hanno deciso di puntare sulle energie rinnovabili per fronteggiare il problema dei cambiamenti climatici.

Con 6 voti a favore e 3 contrari, il Consiglio comunale di Moreland ha accolto una mozione che esclude dal futuro della città eventuali investimenti in fonti fossili, delineando nello stesso tempo una strategia per prendere definitivamente le distanze da aziende, società e istituti finanziari che sostengano progetti basati sui combustibili fossili.

Per tutti i contratti già in essere, la mozione ha fissato un limite massimo di tre anni, allo scadere dei quali gli impegni e gli investimenti dovranno essere rivautati, in modo da non rinnovare quelli che coinvolgano i combustibili fossili. Inoltre, il Consiglio dovrà ricevere report periodici sullo stato degli investimenti, onde evitare casi di finanziamento indiretto delle fonti fossili.

La decisione votata dal Consiglio di Moreland segue di pochi giorni il lancio del programma Moreland's Zero Carbon Evolution, che prevede un taglio delle emissioni del 22% entro il 2020 e che fa della piccola municipalità australiana un punto di riferimento e un modello a cui ispirarsi nella lotta alle emissioni e ai cambiamenti climatici.

Il voto del Consiglio cittadino scaturisce da una campagna di informazione e di pressione guidata da Climate Action Moreland e 350.org, che è ruscita a sensibilizzare e a coinvolgere l'opinione pubblica della municipalità australiana, mostrando ancora una volta le potenzialità del movimento di disinvestimento.

D'altra parte, la scelta di Moreland non è un caso isolato: la cittadina si aggiunge all'elenco delle trenta realtà urbane che, in diversi angoli del mondo, hanno deciso di disinvestire dai combustibili fossili, accanto alla neozelandese Dunedin, all'americana Seattle e all'inglese Oxford, solo per citarne alcune. Alcuni giorni fa, il movimento di disinvestimento ha fatto segnare l'ennesimo punto importante, grazie alla Glasgow University, che è diventata il primo centro accademico europeo a dire no ai combustibili fossili.

Per quanto riguarda l'Australia, infine, il voto del Consiglio di Moreland segue di pochissimo la presa di distanze dalle fonti fossili decretata sia dalle università di Sidney che da altre organizzazioni e istituzioni, quali la diocesi anglicana di Perth e la Chiesa Unita australiana.

Lisa Vagnozzi

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