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bologna riqualificazione smart citySmart city significa soltanto nuove tecnologie? Non è così, soprattutto vista la situazione italiana, dove urge innanzitutto pensare alla riqualificazione delle aree dismesse, per migliorare la qualità della vita e per arginare il consumo di suolo.

Ecco allora l'esempio di Bologna e della sua Amministrazione Comunale responsabile che ha deciso di inserire nei progetti per il futuro la riqualificazione di 31 aree dismesse della città. Nel Piano Operativo Comunale sono stati inseriti 27 nuovi progetti di riqualificazione che verranno dedicati proprio a tali aree dismesse.

Sulle aree abbandonate nasceranno 485 nuovi appartamenti che potranno ospitare circa un migliaio di abitanti. L'assessore comunale all'Urbanistica, Patrizia Gabellino, ha evidenziato che gli interventi di riqualificazione verranno effettuati su aree medio-piccole.

Non nasceranno soltanto nuove abitazioni destinate ai cittadini, ma anche spazi da dedicare agli esercizi commerciali, agli uffici e alle strutture ricettive. Dunque, un esempio di riqualificazione che vuole prendere in considerazione la crescita della città dal punto di vista economico partendo dal recupero intelligente di aree altrimenti inutilizzate.

L'elaborazione del nuovo piano di riqualificazione per la città ha richiesto tre anni di lavoro ed ora verrà presentata al Consiglio Comunale. I lavori si concentreranno soprattutto in due zone di Bologna: il quartiere Navile e il quartiere San Vitale.

Come comunicato dal Comune di Bologna, i progetti di riqualificazione inseriti nel POC consentiranno di ottenere benefici da vari punti di vista:

1) Ambiente

I nuovi edifici previsti saranno realizzati secondo elevate prestazioni energetiche (bassi consumi e utilizzo di energie rinnovabili), il che contribuirà alla riduzione delle emissioni di CO2, secondo gli obiettivi del Piano d'azione per l'energia sostenibile (PAES).

2) Spazio pubblico

Aumento dello spazio pubblico per l'incontro e la partecipazione dei cittadini e degli utenti alla vita pubblica: tutte le proposte infatti migliorano e aumentano la superficie di spazio pubblico, più o meno a servizio diretto dei nuovi usi previsti nelle aree recuperate. Spazio pubblico che va ad integrarsi con gli spazi già presenti (luoghi per la sosta, slarghi, percorsi pedonali e ciclabili, aree alberate, giardini, parcheggi pubblici ecc).

3) Sociale

La realizzazione (ovvero la monetizzazione) di edilizia residenziale sociale, resa obbligatoria per tutti gli interventi che hanno proposto la realizzazione di residenza.

Nello specifico sono previsti 36.479 mq ad uso abitativo (corrispondenti a 486 alloggi), 21.537 mq ad uso economico-amministrativo, 26.822 mq ad uso commerciale, 32.016 mq ad uso ricettivo-ristorativo, 2.268 mq ad uso ricreativo, 3.939 mq ad usi sociali. Per un totale complessivo di 123.060 mq di territorio cittadino già urbanizzato che sarà riqualificato.

Marta Albè

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