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smartcity 450Non è sempre semplice mettere a punto modelli di città – sulla base di quanto già è stato costruito negli anni – che integrino tecnologie capaci di rendere i nostri centri urbani più flessibili e a misura d’uomo.

Eppure le smart cities si fondano proprio sulla tecnologia e su flussi di dati intelligenti, ecco qualche dimostrazione pratica e qualche consiglio per traghettare i nostri centri urbani verso il futuro.

1 – AGGREGARE E ANALIZZARE I DATI IN POSSESSO

Allo stato attuale, le città hanno già tantissimi dati a disposizione, che negli ultimi anni sono stati sfruttati come base per nuove strategie di sviluppo. Non occorre investire per trovarne altri, ma vanno aggregati per ottenere revisioni multi-dimensionali e trarre informazioni preziose dal loro intersecarsi. Ad esempio, la Palantir sta aiutando New Orleans ad utilizzare i dati esistenti sui crimini nella zona per identificare i trend nel movimento delle armi, delle persone e delle attività criminali; in ultima istanza queste analisi possono servire per operazioni come la progettazione di un’illuminazione più efficiente in certe strade, o per aumentare la presenza delle forze dell’ordine in determinati punti. Si possono, in altre parole, minimizzare i costi ottimizzando gli investimenti e migliorare l’efficienza.

2 – CITTA’ A MISURA D’UOMO CON SERVIZI PIU’ EFFICIENTI

A Barcellona il cosiddetto “Internet delle cose” mette in relazione autobus e fermate, sensori nei parcheggi con le automobili; altri sensori sono posti in corrispondenza delle luci poste nelle strade, tutto poi è connesso ad un sistema centrale che consente di migliorare l’efficienza totale dei servizi per i cittadini. E riduce il loro stress, un vantaggio non trascurabile.

3 – MATERIALI E DESIGN INNOVATIVI

Il design di edifici ed infrastrutture, insieme ai materiali utilizzati per costruirli, sono elementi chiave: possono essere preziosi nel determinare la capacità di una città di ridurre la produzione di rifiuti, nel ridurre il consumo energetico e così via. Efficienza, per una smart city, è la parola chiave. Nel fare questo, spesso si trae ispirazione dalla natura. Nello Zimbabwe, ad Harare, è stato costruito un centro commerciale in cui sorgono anche parecchi uffici, l’Eastgate Center. Per realizzarlo sono stati osservati i “monticelli” creati dalle termiti, che restano freschi anche d’estate grazie a sacche d’aria che creano una ventilazione naturale.

4 – TECNOLOGIA PER CREARE ENGAGEMENT

Tutti i cittadini ormai hanno uno smartphone. E proprio lo smartphone è lo strumento più sfruttato per massimizzare l’engagement – il coinvolgimento – dei cittadini, ad esempio nel riferire problemi, imprevisti, mancanze. Il rapporto tra istituzioni e cittadini può servire a migliorare la sicurezza, a comunicare in maniera rapida in caso di emergenze o calamità naturali e rende le persone più propense a proporre soluzioni innovative che migliorerebbero la vita quotidiana. Questa partecipazione dal basso alla costruzione delle smart cities è sostanzialmente priva di costi, esclusi quelli relativi alla tecnologia utilizzata per le comunicazioni. Ma, si sa, basta a volte un profilo ben gestito sui social network per rendere i flussi di comunicazioni efficienti e dare risposte ed informazioni utili.

Anna Tita Gallo

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