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oslo 000A seguito di una campagna di sensibilizzazione che ha mobilitato l'opinione pubblica norvegese, Oslo è diventata la prima capitale al mondo ad abbandonare gli investimenti in fonti fossili.

La città scandinava si è impegnata a vendere tutte le azioni collegate alle fonti fossili (per un valore di 7 milioni di dollari, investiti soprattutto in carbone), per via dei danni ambientali collegati ad esse e del loro ruolo nella crisi climatica in atto.

Così facendo, Oslo va ad aggiungersi alla lista delle circa quaranta città che, a livello globale, si sono già schierate contro gli investimenti in petrolio, carbone e gas: tra queste, delle vere e proprie metropoli, come San Francisco, ma anche centri più piccoli, come Oxford, Orebro o Moreland. Complessivamente, sono ormai 180 le istituzioni – tra cui Chiese, Università, associazioni e autorità locali – che hanno aderito al movimento per il disinvestimento.

"Abbiamo deciso di tirarci fuori dagli investimenti in società legate al carbone perché la produzione di energia basata su questa materia prima è tra quelle più pericolose per l'ambiente." – ha dichiarato Eirik Lae Solberg, responsabile delle finanze della città di Oslo – "Vogliamo utilizzare i nostri investimenti per promuovere non solo fonti energetiche più rispettose dell'ambiente ma anche, nello stesso tempo, una società più attenta alle questioni ambientali. [...] La somma 'disinvestita' non è enorme, ma vogliamo mandare un segnale chiaro."

Lo scorso febbraio, circa 1.000 persone avevano manifestato per le strade di Oslo per chiedere il disinvestimento dalle fonti fossili.

"Questa è una vittoria, premia il nostro lavoro e manda un segnale chiaro e forte al Governo, che proprio in questi giorni sta rivedendo gli investimenti del fondo pensionistico norvegese." – ha dichiarato il gruppo Future in our Hands, tra i promotori della campagna per il "No" alle fonti fossili – "Ci auguriamo che il Governo dimostri la propria capacità di leadership, compiendo una scelta pari a quella compiuta dalla città di Oslo nel pianificare una strategia per rendere il futuro sempre più sostenibile."

Proprio in questi giorni, infatti, un Comitato di nomina governativa deve decidere se il fondo pensioni pubblico norvegese (Government Pension Fund-Global) che, con oltre 850 miliardi di dollari, è il più ricco fondo sovrano al mondo, intraprenderà o meno un percorso di progressivo abbandono delle fonti fossili.

Negli ultimi 12 mesi, il fondo ha aumentato la propria esposizione nei confronti delle rinnovabili e ha già cessato gli investimenti in ben 32 società collegate al carbone. Gli attivisti del movimento per il disinvestimento si aspettano ora un impegno più ampiò sul fronte dell'abbandono delle fossili.

Lisa Vagnozzi

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