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smart city cambiamenti climatici legambienteLe città sono sempre più esposte al global warming. Le aree urbane dovranno affrontare i cambiamenti climatici attraverso nuove forme di gestione e pianificazione. Sono necessarie nuove strategie e politiche di cambiamento rispetto all'emergenza climatica.

Legambiente ha appena presentato un libro su questo tema nato in collaborazione con Iuav, "Il clima cambia le città". L'adattamento al clima deve diventare una priorità nazionale. Da parte di Governi e Comuni occorre un vero e proprio cambio di passo.

I cambiamenti climatici portano con sé emergenze e pericoli per le città. È necessario mettere in sicurezza i cittadini e ridurre gli impatti sui quartieri e sulle infrastrutture dei centri urbani. Le aree urbane pagheranno i costi sociali maggiori del global warming, in particolare nell'area mediterranea.

Tra le manifestazioni dei cambiamenti climatici troviamo le ondate di calore e le piogge estreme nel volume. Da questo punto di vista sono state realizzate ricerche e sono stati presentati piani sul clima delle città europee e statunitensi che propongono un approccio innovativo verso l'andamento dei cambiamenti climatici.

"I cambiamenti climatici stanno determinando impatti sempre più evidenti nelle città, con rischi per le persone e problemi che in Italia sono resi ancor più drammatici dal dissesto idrogeologico, da scelte urbanistiche sbagliate e dall'abusivismo edilizio"ha dichiarato il vicepresidente di Legambiente Edoardo Zanchini.

Serve dunque un cambio di passo nelle politiche, che va affrontato con una visione delle priorità nazionali, con piani di intervento e risorse per l'adattamento al clima nelle città, come ci chiede l'Unione Europea che ha stanziato rilevanti risorse nell'ambito della programmazione 2014-2020.

È una occasione, secondo Legambiente, che non dobbiamo perdere per realizzare interventi strutturali e per ripensare le stesse forme di intervento che riguardano il dissesto idrogeologico.

Urge anche un cambio radicale delle scelte urbanistiche da parte dei Comuni, per mettere in sicurezza le aree più a rischio attraverso interventi innovativi, fermando il consumo di suolo e riqualificando gli spazi urbani, le aree verdi e gli edifici per aumentare la resilienza nei confronti di piogge e ondate di calore.

Nel libro si traccia una mappa dei danni provocati dai fenomeni climatici in Italia dal 2010 a oggi: ne vengono riportati 130, che hanno causato 38 casi di danni alle infrastrutture, 8 al patrimonio storico e 139 vittime, oltre a 33 giorni di stop a metropolitane e treni urbani nelle principali città italiane e a 43 giorni di blackout elettrici.

Nello stesso arco temporale, si sono registrati 43 giorni di blackout elettrici dovuti al maltempo, in varie regioni, con una sequenza costante (cinque nel 2015, sette nel 2014, sette nel 2013, dieci nel 2012, sei nel 2011 e otto nel 2010).

I danni riguardano anche il patrimonio culturale del Paese: a Genova, dove le piogge, durante l'alluvione dello scorso 9 e 10 ottobre, hanno provocato danni anche all'Archivio di Stato, alla biblioteca nazionale e al Palazzo Reale. A Roma la forte pioggia del 7 Novembre ha provocato danni alle Mura Aureliane.

Marta Albè

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