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Proiettare Roma nel futuro, aiutandola a far fronte alle sfide poste dai cambiamenti climatici attraverso le tecnologie smart. È nato così due anni fa il programma 100 Resilient Cities grazie a un'iniziativa della Fondazione Rockefeller nell'anno del suo centenario. E al centro dell'attenzione sono finite le risorse idriche della capitale.

Il programma prevede di sostenere una serie di città aiutandole a costruire una loro strategia per la resilienza urbana. Nel linguaggio di 100 Resilient Cities, per resilienza urbana si intende “la capacità di individui, formazioni sociali, attività economiche ed istituzioni che fanno parte di una città di sopravvivere, adattarsi e prosperare nonostante gli stress cronici e gli shock acuti di cui fanno esperienza”.

E Roma è stata selezionata fra le prime 33 smart city del mondo per far parte del programma, sulla base di una proposta dell'Assessorato alla Trasformazione Urbana. Per quest'ultimo infatti la più importante e difficile sfida di resilienza cui dovrà fare fronte Roma nel corso dei prossimi decenni è quella legata agli effetti del cambiamento climatico sulla funzionalità complessiva della città, sulla preservazione del patrimonio e sulla qualità della vita dei gruppi sociali più vulnerabili.

Al culmine dell'Impero Romano, l'infrastruttura di gestione delle acque di Roma era l'invidia di civiltà di tutto il mondo. Oggi, anche se la città ha a disposizione abbondanti fonti di acqua di alta qualità, le violente piogge legate al mutamento del clima causano danni ingenti e inondazioni che mettono in ginocchio la città. Da qui la necessità di trovare nuovi approcci per affrontare le sfide idriche capitoline. Per imparare da altre città con sfide simili, Roma ha guardato a New Orleans, Rotterdam e Copenaghen.

Quattro i temi emersi:

1. Pianificazione urbana e uso sostenibile dell'acqua sono strettamente connessi

Pensare in maniera olistica alla sostenibilità dell'acqua. È questa la strada intrapresa da Rotterdam che ha individuato strategie di gestione dell'acqua proattive e flessibili.

2. Una forte leadership è vitale

Ogni città dovrebbe avere una leadership dedicata all'innovazione, alla responsabilità, al coordinamento e al sostegno pubblico per la gestione delle acque.

3. Approcci verdi

Le città dovrebbero sfruttare le sfide idriche per migliorare la qualità della vita attraverso il passaggio dagli approcci tradizionale ad approcci green e innovativi. Ad esempio, Rotterdam ha progettato parchi che raccolgono le acque durante le forti piogge, ma che possano offrire un nuovo spazio verde alla gente che vive in città.

4. Imparare dal passato e stimolare l'opinione pubblica

Gli eventi estremi, loro malgrado, sono stati dei catalizzatori per sensibilizzare l'opinione pubblica. New Orleans adesso ha ben chiara l'importanza della gestione olistica dell'acqua, così come la pianificazione lungimirante e integrato in seguito all'uragano Katrina.

Anche Roma deve muoversi utilizzando un approccio proattivo cercando una pianificazione integrata e la gestione del Tevere per contrastare eventuali inondazioni. Per mettere a frutto questi sforzi, la governance e la pianificazione romane hanno bisogno di evolversi, coinvolgendo tutte le parti interessate.

Secondo l’assessore alla Trasformazione Urbana Giovanni Caudo

“Quello che stiamo facendo con il progetto sulla resilienza, che realizziamo in partnership con la Rockefeller Foundation ha il sapore di una sfida in tempi di vuoto e degenerazione della politica, una sfida che abbiamo avviato sin dall’insediamento della giunta Marino. Vogliamo che i cittadini di Roma e coloro che nella capitale d’Italia vengono per lavoro e per studio, per affari o per goderne la bellezza, siano coinvolti dalle istituzioni e si prendano cura del futuro della città. Solo mettendo in moto le energie migliori della città, riusciremo a superare la crisi di prospettiva e di sviluppo su cui si è innestata la malapianta di mafia capitale”.

Michael Berkowitz, presidente di 100 Resilient Cities ha aggiunto: “Per rendere le città più resilienti, non c’é nulla di più importante del sollecitare il punto di vista dei cittadini. E Roma Resiliente lo sta facendo in modo coraggioso ed esemplare. Aprendo una conversazione riguardo le sfide e le opportunità di Roma, la città disporrà di una prospettiva migliore su quali debbano essere le priorità da perseguire per diventare una città più resiliente”.

Francesca Mancuso

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