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greenchar team 001Deforestazione e inquinamento dell'aria sono due degli effetti più pericolosi della diffusione, nei Paesi in via di sviluppo, di stufe da cucina poco efficienti, che bruciano legna e carbone emettendo fumi tossici.

GreenChar, una startup keniana nata dall'intuizione di un gruppo di giovani e giovanissimi, offre una soluzione innovativa al problema, per proteggere sia l'ambiente che la salute delle persone.

In Kenya, l'84% delle famiglie utilizza combustibili solidi per cucinare: una percentuale che sale al 95% nelle aree rurali del Paese. Circa tre volte al giorno, le stufe vengono accese per cuocere i pasti, seguendo una prassi consolidata e necessaria, ma che ha gravi ripercussioni sull'ambiente e sulla salute delle persone.

Bruciare legna nelle stufe non ha solo un costo elevato in termini di deforestazione, ma genera anche fumi nocivi, che inquinano gli ambienti domestici: secondo l'Alliance for Clean Cookstoves, ben 36 milioni di Kenioti soffrono le conseguenze dell'inquinamento dell'aria di casa, una forma di avvelenamento lenta e subdola, che ogni anno provoca migliaia di decessi.

Ciò nonostante, tutti i progetti che, negli ultimi tempi, miravano alla diffusione di stufe da cucina non alimentate da combustibili solidi sono stati più o meno fallimentari, non riuscendo a convincere la popolazione e a modificare abitudini di vita secolari. GreenChar, impresa giovane e dinamica, punta a cambiare questo trend, proponendo un nuovo tipo di carbone e stufe più efficienti e sicure.

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A promuovere l'iniziativa è stato, meno di un anno fa, un giovane studente keniano, Tom Osborn: consapevole degli effetti che l'inalazione quotidiana dei fumi della stufa di casa stava avendo sulla salute della madre, Tom, appena diciottenne, ha cominciato a studiare ipotesi di combustibili alternativi al legno e al carbone e ad ideare prototipi.

La ricerca lo ha portato ad elaborare un progetto e a partecipare ad un contest dedicato a studenti liceali e giovani innovatori, vincendo un contributo di 3.000 dollari.

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Con questo budget iniziale ha fondato, in collaborazione con Ian Oluoch e Yina Sun, GreenChar, un'impresa che produce carboncini sostenibili, derivati dal riciclo degli scarti agricoli, e che commercializza stufe eco-friendly, che non emettono fumi nocivi.

Attraverso delle campagne di crowdfunding (una è attualmente in corso su Indiegogo), il progetto è mano a mano cresciuto, fino a sviluppare un vero e proprio business: dallo scorso dicembre, GreenChar ha venduto 4.300 kg di carboncini e 400 stufe, salvando 100 alberi e "cambiando" le vite di circa 6.000 persone.