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complGenerare positività eliminando le frasi negative. “Simply stop complaining”, si legge su complaintrestraint.com, sito del progetto che ha raccolto a sé centinaia di persone.

A febbraio l’unico obiettivo per tutti era quello di eliminare le lamentele. Come sarebbe alzarsi il lunedì mattina e non lamentarsi della sveglia che suona, del sonno perso durante il weekend, della settimana lunghissima da affrontare, del treno da prendere…? Quanto migliorerebbe il nostro lavoro se pensassimo positivo?

BASTA LAMENTARSI – Le lamentele sono qualcosa di incredibilmente social. Pensateci: quando parliamo con qualcuno, ciò che spesso ci pone sullo stesso piano e crea empatia è il dolore nei suoi vari gradi. Ci immedesimiamo nell’interlocutore, ci mettiamo nei suoi panni e lo sentiamo più vicino se il tema della conversazione è “qualcosa di cui lamentarsi”.

Lo dice anche Trevor Blake, autore di “Three Simple Steps”: “La maniera più facile di costruire amicizie e comunicare è attraverso qualcosa di negativo”. D’altra parte, lamentarsi e notare i lati peggiori delle cose è una sorta di autodifesa che l’uomo porta con sé da sempre. Prevenire è meglio che curare, insomma.

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Ma perché stressarsi ancora di più? Perché lamentarsi di qualcosa che non può comunque essere cambiato? Un autobus perso, un weekend di pioggia, il neonato dei vicini di casa che piange, una riunione andata male, un cliente perso, un cliente potenziale che non cede… Come fare a smettere di pensarci? Ecco qualche consiglio utile.

1 – COS’ È LAMENTARSI?

Dire che fuori fa freddo è lamentarsi? No, è un’osservazione. Iniziamo a darci delle regole e a reprimere le lamentele, ma senza eccedere. Il freddo non piace a nessuno, ma se ci porta ad odiare il mondo che ci circonda allora sì che diventa fonte di stress.

2 – DI COSA CI LAMENTIAMO? QUANTO SPESSO?

Il cambiamento inizia dalla consapevolezza. Provare a tenere conto di quante volte ci lamentiamo ogni giorno può farci capire quanta negatività generiamo.

3 – ALLONTANIAMO CHI SI LAMENTA DI CONTINUO

Anche avere attorno persone che continuano a lamentarsi genera lamentele. È come se ci contagiassero. In più, spesso sono persone che non ci aiutano a trovare stimoli né risposte, sono troppo concentrate su se stesse. Bisogna essere forti nell’imporsi di sbarazzarsene ed è complicato proprio perché, come abbiamo detto prima, lamentarsi genera complicità. Ma è più vantaggioso trovare altri argomenti di discussione.

4 – TRASFORMARE LE LAMENTELE IN SOLUZIONI

Esiste anche il “lamentarsi positivo”, che porta a considerazioni sui cambiamenti da intraprendere. Ma in questo caso ci si lamenta, si analizza la situazione, si intravedono i margini di miglioramento e si agisce di conseguenza.

5 – LA TECNICA DEL “MA”

“Il tempo è pessimo, ma…”. Aggiungere una nota positiva per bilanciare i pensieri stonati della giornata può essere il segreto per migliorare. Al lavoro è un segreto prezioso quando qualcosa non va come nei piani prestabiliti e tende ad influenzare il resto della giornata. Pensare invece ai risultati già raggiunti può essere un buon metodo per contrastare i pensieri negativi con il ricordo dei traguardi già tagliati.

Anna Tita Gallo

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