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leaderQuando le persone immaginano i grandi imprenditori, spesso li associano ad uffici eleganti, auto di lusso e porte sempre chiuse. Gente senza scrupoli e senza compassione, che ha dimenticato gli elementi di “umanità” tipici di tutti. Purtroppo spesso è proprio così.

Ma cambierebbero se dicessimo loro che questo fa retrocedere la loro azienda e limita il successo? Una testimonianza del cambiamento viene da Sheldon Yellen, Ceo di Belfor, società con oltre 6.400 dipendenti sparsi nelle 300 sedi di 31 Paesi, che opera con servizi di risanamento post-sinistro.

I BENEFICI DELLA COMPRENSIONE - Yellen ha anche partecipato alla trasmissione “Undercover Boss” (“Boss in incognito”, in Italia) e ha imparato proprio in quel frangente che giacca e cravatta tendono ad intimidire i colleghi, che evitavano di parlare apertamente dei problemi o dell’andamento delle cose nella quotidianità del lavoro.

Per il leader di un’azienda quest’atteggiamento non è certo l’ideale. Nel caso di Yellen, vestirsi casual ha incoraggiato il dialogo, altri leader come Bill Gates hanno puntato sulla filantropia per mostrarsi – prima di tutto ai dipendenti – come molto empatici e comprensivi. Se la comprensione è la chiave di tutto allora ecco 8 principi chiave per impregnarne la cultura aziendale:

1 – SVILUPPARE RELAZIONI PERSONALI Non solo rapporti di lavoro, dunque. Chi sono i colleghi? E i dipendenti? Che vita fanno? Matrimoni, compleanni e funerali sono d’obbligo per mostrare attenzione e aprire le porte alla crescita, umana e personale.

2 – ASCOLTARE I leader sanno ascoltare e non vogliono dominare per forza la conversazione. Per comprendere occorre porsi in ascolto e far sì che l’interlocutore non si senta in una posizione inferiore quando tenta di spiegare un problema.

3 – DARE AUTONOMIA Il leader ideale ascolta, non prevarica, chiede come vanno le cose, si fida e lascia i dipendenti e i colleghi tentare le strade che ritengono idonee al perseguimento degli obiettivi. Se sentiranno questa fiducia non sbaglieranno e non avranno pressioni negative che genereranno stress e, dunque, inefficienza.

4 – TRASPARENZA I leader vedono le loro aziende da una prospettiva unica. Ma è importante rispettare tutti coloro che ci lavorano al momento di prendere decisioni importanti. I leader che non le condividono vengono visti con sospetto e alimentano il gossip. La trasparenza invece genera credibilità.

5 – RECIPROCITA’ Naturalmente, la fiducia deve essere reciproca. Se un leader si circonda di persone in cui crede poco e non considera utile la loro opinione tenderà sempre a metterli da parte. A quel punto, nemmeno lui otterrà mai la fiducia che vorrebbe.

6 – COSTRUSCI LA MORALITA’ CON PICCOLI GESTI Un leader può influenzare con gesti semplici la vita di chi lavora con lui. Portare un caffè ad un collega non è segno di cedimento, è una dimostrazione ancora più incisiva della leadership. Se un leader ha cura dei dipendenti, i dipendenti avranno cura dell’azienda.

7 – UMILTA’ Oggi c’è un Ceo, domani potrebbe essercene un altro. Per questo un leader deve essere umile. Lavorare sodo quando si è al comando è sempre la regola, ma non bisogna avere i paraocchi, bisogna sempre ricordarsi da dove si proviene e rapportarsi ai dipendenti di conseguenza.

8 – NON SOLO STRETTE DI MANO Le strette di mano formali vanno bene, ma un abbraccio è il mezzo più semplice e più diretto per mostrare comprensione. In alternativa, per chi proprio non è incline al contatto troppo ravvicinato, una pacca sulla spalla va benissimo. In ogni caso, un leader deve saper mostrarsi empatico, amichevole, anche se determinato e competente. “A fine giornata i leader sono le persone comuni”, conclude infatti Yellen.

Anna Tita Gallo

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