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Serra_1_paolaAbbinare la produzione agricola a quella di energia elettrica, integrando le tecnologie fotovoltaiche con il mondo dell’agricoltura e combinando il reddito agricolo con entrate derivanti dagli incentivi del Conto Energia: tutto ciò è possibile per mezzo della costruzione di serre fotovoltaiche. Questo modello di fare agricoltura, importato dall’Olanda, terra che vanta una lunga tradizione di coltivazione in serre solari, si sta diffondendo rapidamente anche in Italia. Molteplici sono però gli interrogativi e le questioni da risolvere per chi ha in progetto di convertire colture all’aperto con coltivazioni in serra, sfruttando nel contempo anche l’energia prodotta dal sole. Ecco allora una breve guida ai vantaggi ed alle criticità di questa soluzione e a tutto ciò di cui si deve tenere conto prima di cominciare.

Serre fotovoltaiche, che cosa sono:

Ai fini dell’ottenimento degli incentivi, rientrano in questa tipologia tutte le strutture nelle quali i moduli fotovoltaici costituiscono gli elementi costruttivi della copertura o delle pareti e che vengano adibite, per tutta la durata dell’erogazione della tariffa incentivante, a serre dedicate alle coltivazioni agricole o alla floricoltura. Quindi, attenzione, permane l'obbligo alla coltivazione della serra per tutti i 20 anni di durata dell'incentivo. La struttura della serra, in metallo, legno o muratura, deve essere fissa, ancorata al terreno e con chiusura eventualmente stagionalmente rimovibile. È molto importante anche l’altezza della costruzione, infatti i moduli, ovvero la porzione di copertura della serra in cui essi sono integrati, devono avere una distanza minima dal suolo di 2 m.

Come possono essere realizzate:

Le serre fotovoltaiche possono essere monofalda o bifalda/multifalda. Nella serra monofalda la copertura può essere: o al 100% con moduli fotovoltaici o con una distribuzione “a scacchiera” che prevede l’alternanza dei moduli con vetro trasparente. Nella serra bifalda, la parte orientata a sud viene coperta per il 100% da moduli mentre quella a nord è realizzata con pannelli in vetro trasparente. Inoltre è possibile usare, al posto dei tradizionali moduli opachi, dei pannelli fotovoltaici "semitrasparenti", di tre possibili tipi: (a) vetri fotovoltaici a celle cristalline, la cui trasparenza dipende dalla distanza fra i "quadrati" che compongono il modulo; (b) vetri fotovoltaici a film sottile, in cui il grado di trasparenza dipende dalla sottigliezza del film o dai microfori in esso praticati; (c) le innovative superfici fotovoltaiche rigide o flessibili a celle organiche. Possono essere inoltre affiancate più file di serre ma rispettando una distanza minima tra loro che si aggira intorno ai 6/7 metri.

Il costo:

Il costo indicativo unitario di un impianto si aggira intorno ai 5.000 €/kWp, iva esclusa. Si tratta di una stima di un valore medio. Un preventivo dettagliato verrà fornito dalla società che realizzerà l’installazione dopo la progettazione della struttura e dell'impianto fotovoltaico.

Gli incentivi previsti:

La tariffa incentivante prevista per le serre fotovoltaiche è data dalla media aritmetica della tariffa spettante per “impianti fotovoltaici realizzati su edifici” e la tariffa spettante per “altri impianti fotovoltaici”, vale a dire per gli impianti a terra. Principio già espresso nel terzo conto energia (DM 6 Agosto 2010) ed ora ripreso anche nell’art. 13 della bozza del quarto conto energia atteso tra pochi giorni.

I vantaggi delle serre fotovoltaiche:

L’utilizzo di serre fotovoltaiche può offrire una numerosa serie di vantaggi, tra questi:

- L’energia elettrica prodotta dagli impianti posti sulla serra stessa può essere utilizzata per le attività di climatizzazione, controllo, irrigazione di cui necessitano le colture per poi immettere in rete il surplus di elettricità prodotta.

- Possibilità di sviluppare impianti anche di ampie dimensioni, evitando nello stesso tempo la sottrazione di terreni destinati all’agricoltura.

- Possibilità di beneficiare di un iter per l’autorizzazione più rapido rispetto a quello previsto per i normali impianti (vedi di seguito).

- Accedere ad apposite tariffe incentivanti previste dal Conto Energia.

- Vantaggio fiscale: la serra è accatastabile come edificio agricolo, ed in quanto tale è esente da qualsiasi imposta comunale sugli immobili (ad es. ICI).

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A cosa bisogna stare attenti:

In fase di progettazione vi consigliamo di tenere conto dei seguenti elementi, in modo da poter valutare in maniera corretta quali possono essere i vincoli e le criticità in cui si può incorrere e come superarli:

-Tariffa incentivante “vincolata”: l’erogazione della tariffa incentivante è vincolata alla produzione agricola. Il GSE riconosce gli incentivi solo se la serra è in attività. In caso di cessazione dell’attività agricola si può incorrere nella decadenza del diritto alla tariffa incentivante e, nel peggiore dei casi, nella richiesta della restituzione di quella percepita.

-Importanza dei partner: è importante affidarsi a partner validi sia dal punto di vista tecnico (società specializzate), per tutto ciò che attiene alle caratteristiche della serra (studio del sito, definizione della geometria della struttura, valutazione della luminosità e degli ombreggiamenti, calcolo dell'irraggiamento al suolo, scelta della tipologia di serra) che dal punto di vista agricolo (ad es. un agronomo esperto) per definire in maniera corretta le colture idonee. Errori di valutazione sulle coltivazioni possibili all’interno di questo tipo di serra possono determinare il fallimento della produzione agricola con varie conseguenze negative. Tra queste la riduzione della tariffa incentivante e la perdita dell'autorizzazione ad operare.

-Tipologia delle colture: È una scelta importante in quanto determinante essenziale del successo dell’iniziativa. Esistono molte tipologie di colture che necessitano di sistemi di ombreggiatura tra le quali piante da sottobosco come fragole e more, funghi e l’aloe, per le quali, quindi, la copertura con pannelli fotovoltaici opachi può essere indicata. Per altre colture è invece preferibile posizionare i moduli a scacchiera o usare moduli semitrasparenti.

- Definizione del corretto modello contrattuale: in genere gli attori coinvolti in una serra fotovoltaica sono tre: il proprietario del terreno, l’agricoltore ed il proprietario dell'impianto. La presenza di più attori rende la struttura sicuramente difficile da gestire. Pertanto, risulta fondamentale saper predisporre un modello contrattuale che leghi fra loro questi attori e renda chiari rapporti e responsabilità.

-Possibilità di ottenere finanziamenti: di solito le banche considerano la serra fotovoltaica un investimento più rischioso rispetto alla serre tradizionali e quindi più difficilmente finanziabile. I maggiori rischi percepiti dagli istituti di credito sono rappresentati dalla perdita, per mancata coltivazione del fondo, sia dell'incentivo da parte del GSE che dell'autorizzazione ad operare la serra da parte del Comune.

 

La procedura per l’autorizzazione:

L’iter autorizzativo della serra non è molto complesso, ma la normativa cambia parecchio da regione a regione ed è quindi necessario approfondire caso per caso, studiando la normativa locale. Di seguito forniamo alcune linee guida di carattere generale.

L’ente competente per l’erogazione delle autorizzazioni risulta essere quasi sempre il Comune, mentre la tipologia di autorizzazione necessaria è quella della DIA (Denuncia inizio attività) o il Permesso a Costruire. Il parere dell’Ispettorato Agricoltura, del Genio Civile o di altri enti è richiesto solo in alcune regioni, nelle quali l’autorizzazione è rilasciata unicamente in seguito al rilascio di tale documento. La verifica di assoggettabilità a VIA (Verifica impatto ambientale) è esclusa per alcune regioni, mentre in altre dipende dalla dimensione della serra/impianto. Da non sottovalutare: a differenza dell'iter autorizzativo per la serra fotovoltaica, quello necessario per l'elettrodotto che collega l’impianto al punto di connessione con alla rete elettrica potrebbe essere invece lungo e complesso. Ciò può comportare una dilatazione dei tempi di autorizzazione complessiva del progetto.

Paola Valeri

 

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