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autogreenQuali sono i produttori di auto più attenti all'ambiente? Si trovano soprattutto in Giappone. Qui Nissan e Toyota si stanno specializzando nello sviluppo di modelli a basse emissioni e sono i produttori che hanno meno probabilità di essere colpiti da sanzioni per non aver rispettato i target sulle emissioni stabiliti dai loro governi.

Questa è la conclusione di un nuovo rapporto di CDP che ha cercato di capire quali aziende sono meglio preparate ad affrontare il taglio delle emissioni.

Lo studio ha anche esaminato i tre mercati automobilistici più grandi a livello mondiale, che insieme rappresentano il 75% della domanda di auto:

l'Unione europea (22% di share), leader nei regolamenti sulle emissioni e con la flotta di gran lunga più ampia di auto ecologiche;

gli Stati Uniti (25% di share) che hanno invece la flotta più vasta di auto ad alte emissioni. I consumatori Usa infatti usano auto più potenti. Qui dal 1980 sono in vigore delle norme sulle emissioni con relative sanzioni, anche se è mancata la cultura del rispetto delle leggi. Abitudine destinata a cambiare in base alle nuove normative EPA;

la Cina (28% di share) è il mercato automobilistico più grande a livello globale, triplicando i propri risultati tra il 2008 e il 2013. Quest'ultimo potrebbe essere un mercato importante. Il governo cinese ha obiettivi molto forti per le vendite di auto elettriche (BEV) e auto ibride elettriche plug-in (PHEV). Si parla di 5 milioni di unità entro il 2020. Le società dei paesi che hanno risposto al questionario del CDP sono circa l'83% del mercato auto globale per volume di vendite.

Il rapporto rivela che tre delle prime cinque società sono giapponesi - Nissan, Toyota e Mazda - mentre la francese Renault si è piazzata al terzo posto e la tedesca Daimler è al quinto. Queste aziende sono considerate dallo studio come leader nel loro settore soprattutto per via dell'adozione di tecnologie a basse emissioni avanzate, come nel caso della Toyota Prius e della Nissan Leaf.

Ecco la classifica completa:

classificacdp

Nella parte inferiore della tabella, si trovano Hyundai , General Motors e FCA (Fiat Chrysler Automobili), i peggiori per flotta a basse emissioni. In fondo alla classifica c'è Tata Motors.

General Motors e FCA rischiano sanzioni significative sia dall'UE che dagli Stati Uniti rispettivamente pari a 1,7 miliardi di dollari e a 574 milioni. Anche Ford è a rischio con una sanzione che si aggira attorno a 889 milioni.

I veicoli tecnologicamente avanzati potrebbero essere la chiave per la crescita delle vendite nei prossimi 5-10 anni, soprattutto se la Cina attuerà una regolamentazione più rigorosa nella sua megalopoli Low Emission Zone.

Paul Dickinson, presidente esecutivo di CDP sostiene che “anche se c'è molto dibattito sulle implicazioni dell'attuale basso prezzo del petrolio, questo rapporto mostra che la regolamentazione si sofferma su alcune società che rischiano sanzioni pecuniarie elevate”.

Per leggere il documento completo, clicca qui

Francesca Mancuso

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