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volksAi concessionari italiani Volkswagen Italia ha inviato una lettera con la richiesta a sospendere vendite, immatricolazioni e consegne di tutti i modelli con motori diesel EA 189 omologati Euro 5. Una “misura precauzionale”, la definiscono, che coinvolge qualcosa come 2.500 veicoli Volkswagen, Audi, Sea e Skoda.

Il Dieselgate non compromette sicuramente i veicoli Euro 6, omologati in modo da non incappare nelle restrittive Usa, per gli altri, vale a dire per gli Euro 5 con motore 2.0 TDI, invece, il problema si pone eccome, a causa di un software che la Volkswagen avrebbe inserito per aggirare i test negli Usa e far sì che i dati rivelassero un tasso minore di emissioni.

Tra i veicoli che potrebbero dover aver essere richiamati per interventi sulla centralina – in modo da annullare l’azione del software – pare ci siano anche le Seat utilizzate da carabinieri e polizia, visto che l’azienda aveva vinto una gara d’appalto riguardante 206 vetture iniziali più una fornitura fino a 4 mila veicoli nei prossimi 3 anni. Si tratta del modello Leon e quelle già consegnate hanno il motore incriminato.

Mentre la bufera si abbatte sulla Volkswagen, c’è chi continua a denunciare l’accaduto come un fatto non nuovo al settore. Francesco Ferrante, vicepresidente di Kyoto Club, ci aveva anche spiegato in un’intervista come sia possibile e, di fatto, non molto complicato aggirare i controlli:

Lo “scherzo” consiste nel preparare i modelli auto per i test in laboratorio in modo da ottenere risultati sensibilmente migliori di quelli che poi si manifestano nella realtà. Si è calcolato che nella vita vera un’auto consumi in media il 23% in più (e in alcuni casi fino al 50%) di quanto risulterebbe dai test effettuati in laboratorio. I trucchi “legali” utilizzati? Sigillare con nastro tutte le fessure, usare lubrificanti speciali, pneumatici più gonfi del normale, non usare l’aria condizionata, staccare l’alternatore, modificare i freni in modo che facciano meno resistenza. Peraltro i test sono stati concepiti quando sul mercato c’erano vetture molto meno potenti di adesso e così auto più inquinanti risultano avvantaggiate nel confronto con quelle più piccole”.

Tutti gli occhi restano però puntati sulla Volkswagen e, dopo gli Usa, sono molti i Paesi che hanno aperto un’inchiesta per verificare le condizioni dei veicoli circolanti sulle loro strade. Germania, India, Australia (che in particolare indaga sull’esposizione del consumatore a claim ingannevoli), Norvegia, Corea del Sud.

Anna Tita Gallo

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