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emissioniwvI nuovi test Ue per verificare le emissioni delle auto sono troppo deboli e per giunta illegali. Le scappatoie utilizzate dalle case produttrici consentono loro di emettere il doppio e i Paesi membri stanno cedendo alle pressioni delle lobby del settore. E lo dicono gli stessi deputati del Parlamento Ue.

I test RDE (real driving emissions) hanno limiti che consentono sostanzialmente alle auto di infrangere senza problemi gli standard fissati per le emissioni di NOx. I test Euro 6, così come immaginati per il futuro, permetterebbero infatti di emettere il doppio rispetto al limite di 80mg/km fissato a partire dal 2019.

L’obiettivo è quello di migliorare progressivamente la qualità dell’aria ma sono gli stessi Paesi ad opporsi alla rigidità degli standard, schierandosi quindi anche contro la normativa Ue, che vorrebbe invece una presa di posizione contro l’inquinamento. Basti pensare al Regno Unito, che cercava alternative per consentire che le emissioni sforassero del 40% rispetto alla proposta della Commissione di 80mg/km.

Questa ferma opposizione di vari Paesi è quanto percepiscono anche gli esperti legali del Parlamento Ue, collegandola all’influenza delle lobby. Un analista della ClientEarth dichiara al Guardian che la Commissione di fatto ha preso la decisione politica di favorire gli interessi commerciali dei produttori di auto e ha messo in secondo piano la salute dei cittadini. Una decisione illegale, dunque.

Anche per Catherine Bearder, che fa parte della commissione ambiente del Parlamento Ue, è così. Al Guardian appunto sottolinea come l’accordo per annacquare i limiti alle emissioni sia di fatto “indifendibile sul piano legale”, un accordo politico e non tecnico su cui il Parlamento dovrebbe porre il veto. Ci sono due documenti preparati in occasione del voto dei parlamentari la prossima settimana, ma le votazioni sono state posticipate a febbraio.

Non arriva quindi un segnale a livello normativo della volontà di bloccare le emissioni, mentre dopo il caso “dieselgate” invece occorrerebbe una linea severissima nei confronti delle case automobilistiche che vorrebbero continuare ad ignorare il ruolo dei veicoli nell’inquinamento dell’aria e che si ostinano a ricordare che esistono comunque percentuali di tolleranza tra le emissioni nel mondo reale e quelle durante i test.

Ora la commissione Ambiente chiede alla Commissione Ue un documento migliorato entro aprile, ma si sa che molto dipende da Paesi come la Germania, sede di importanti industrie automobilistiche. E, a quanto pare, si tratta di una lobby molto influente.

Anna Tita Gallo

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