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airbagsLa Toyota ha annunciato il ritiro di 2,9 mln di veicoli tra Giappone, Cina e Oceania per via dei rischi legati ad airbag difettosi. Anche Fuji Heavy Industries, Mitsubishi Motors e Hino Motors hanno dovuto fare altrettanto. Il motivo? Gli airbag della Takata. E non è la prima volta che questi airbag tradiscono, così come altri componenti prodotti dalla stessa azienda.

Si tratta di un modello realizzato appunto dalla Takata Corp ed utilizzato non solo da Toyota – che li monta su Corolla Axio e sul RAV4 - ma anche da Fuji Heavy Industries, che realizza le Subaru, Mitsubishi e Hino Motors, che produce camion e in totale ha dovuto richiamare circa 240 mila veicoli.

Il problema da tutti dichiarato è quello degli airbag che rischiano di esplodere in caso di esposizione prolungata a temperature elevate a causa della presenza di nitrato di ammonio. Già almeno 16 decessi sono stati legati all’esplosione degli airbag Takata, principalmente negli Usa.

La Toyota ha annunciato che 750 mila veicoli sono stati richiamati nel solo Giappone, mentre 1,6 mln sono i veicoli richiamati in Oceania, Medio Oriente e mercati minori, per un terzo circa del totale. Non dovrebbe esserci pericolo per i veicoli venduti invece nel Nord America.

Da parte sua, invece, il produttore si trova alle prese con i costi e sta cercando un investitore che possa coprire le spese legate al richiamo di tutti questi veicoli. Non solo. Lo scorso mese ha subito una condanna negli Usa che prevede come parte dell’accordo finale 1 mln di dollari di risarcimento proprio a causa della vendita degli airbag difettosi.

In passato era già accaduto che Takata dovesse rispondere della qualità dei propri prodotti. Nel 1995 il problema erano le cinture di sicurezza a quasi 8 mln e mezzo di auto erano state richiamate negli Usa per la sostituzione. Poi è stata la volta degli airbag e del loro gas propellente di facile deterioramento, uno scandalo che ha travolto la Takata e che, a quanto pare, non ha ancora fine. Nel 2015 i numeri parlavano di oltre 20 mln di veicoli richiamati da BMW, Chrysler, Ford, General Motors, Honda, Mazda, Mitsubishi, Nissan, Subaru e Toyota, ma soprattutto di almeno 5 decessi. Lo scorso anno anche Fca aveva richiamato 4,3 mln di veicoli negli Usa. E i numeri continuano a crescere.

Anna Tita Gallo

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