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pellet-450La Camera dei Deputati nell'approvare il DDL Legge di Stabilità 2015 ha di fatto bocciato l'emendamento all'art. 19 (Imprese) che prevedeva l'aumento dell'IVA sul pellet dal 10% al 22% per coprire finanziariamente il mantenimento delle agevolazioni sul gasolio e il GPL utilizzati, come combustibili per riscaldamento, in particolari zone geografiche.

Un esito positivo che AIEL, Associazione Italiana Energie Agroforestali, e FREE, Coordinamento delle associazioni delle rinnovabili e dell'efficienza energetica, accolgono con soddisfazione, soprattutto dopo gli sforzi messi in atto per contrastare il provvedimento.

Tuttavia, è necessario continuare a monitorare la situazione affinché il testo, che verrà ora sottoposto all'approvazione del Senato, confermi questo risultato.

Il testo dell'art. 19 comma 12, così come approvato dalla Camera, prevede che la minor spesa prevista a carico delle casse dello Stato, pari a 16,336 milioni di euro per il 2015 e 38,690 milioni di euro per il 2016, sia determinata attraverso una riduzione di alcuni specifici crediti d'imposta definiti in un apposito elenco (elenco n. 2) contenuto nel DDL.

Sarebbe stato un vero paradosso che, per far fronte a una riduzione di spesa, si fosse ricorso a un aumento dell'IVA per un combustibile rinnovabile come il pellet, utilizzato da oltre 2 milioni di famiglie in Italia, soprattutto nelle fasce di reddito medio-basso.

Marino Berton,

Direttore generale di AIEL

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