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immagineQuando si discute di Smart city, si corre il rischio di sognare solo tecnologie futuristiche, quasi volessimo rincorrere "Futurama" o "Star Trek".

Pochi invece lo sanno ma già a Milano sono disponibili metodi di pagamento che permettono di utilizzare lo smartphone come titolo di viaggio e salire semplicemente sui mezzi pubblici. Niente più code per comprare i biglietti, né per caricare l'abbonamento dei mezzi pubblici. Ciò significa viaggi più efficienti per l'utente e costi minori per gli operatori. Il differenziale incrementale di qualità della vita offertoci dalle tecnologie è già qui: oggi.

Le città e la frontiera digitale. Ecco cosa significa essere una smart city. Ottenere i dati è semplice, condividerli e sfruttarli opportunamente no.

La creazione di nuove infrastrutture richiede una chiara definizione dell'utilizzo e funzionamento dei servizi che si intende fornire. Il fattore limitante non è più la tecnologia ma l'immaginazione: cosa fare con i dati raccolti, come sfruttarli. Raccogliere i dati è la parte più semplice, condividerli e trovare modi per renderli utili per le persone diventa la vera sfida, intellettuale e sociale.

Di recente sono stato ad una conferenza del MIP sui big data. Mi ha colpito un'osservazione di un analista di IBM. Egli si chiedeva, anche avendo a disposizione tutti i dati Origine/Destinazione di un'area data, come rispondere alla semplice domanda: "Chi fa un tragitto simile? Chi potrebbe trovare vantaggio dall'iscriversi ad un club di car pooling?".

Al lato opposto dello spettro delle sensibilità vi è invece lo scottante ed attuale tema della privacy: quali dati l'individuo e la comunità saranno disposti a condividere fra loro? Quale sarà il futuro "patto sociale" sulla privacy? Sarà uniforme e globale o seguirà dei pattern geografici ed/o culturali?

Le implicazioni per i leader di domani sono chiare: abbracciare la tecnologia e includere i cittadini nei processi decisionali. É più importante che mai comprendere le motivazioni dei cittadini, oltre che accrescere la conoscenza circa materie utili come l'economia comportamentale – Le persone non sono solamente attori razionali o automi. Non c'è modo di governare senza aver compreso questo aspetto.

Oltre la trasparenza: i dati aiutano a creare servizi di valore. Nella nostra economia digitale "individualista", guidata dall'informatica diffusa ormai nelle mani e nei cellulari dei singoli, l'appello ai cittadini mi pare sempre più dirompente: siate coinvolti. Trovo appassionanti le iniziative come quella del portale OpenData di Milano. Esse offrono a chiunque molteplici set di dati in modo che sia semplice usufruirne. Il potenziale del mettere a disposizione dei nostri giovani startuppari questi dati è ancora tutto da esplorare e non mancherà certo di stupirci negli anni a venire.

Siamo tutti parte di un sistema che, allo stesso tempo, risponde e utilizza i dati a portata di mano. Siamo parte di ciò che rende una città smart. Il vero coinvolgimento cittadino è anticipare i problemi e lavorare per essere parte della soluzione. I sensori possono raccogliere i dati, ma è compito di tutti noi utilizzarli per rendere le nostre città più reattive e vivibili.

Giulio Frandi,

Direttore Generale Italia della divisione Intelligent Transport Group di Xerox

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